QR code per la pagina originale

La Baia ha perso, il sequestro è regolare

La terza sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Bergamo richiedente l'affermazione della bontà dell'oscuramento del sito della Pirate Bay. Noto il dispositivo, rimangono però al momento ignote le motivazioni della decisione

,

La FIMI esulta: la Baia dei Pirati è stata sconfitta, almeno in Italia. La terza sezione penale della Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Procura di Bergamo volta a chiedere l’affermazione della regolarità del sequestro del sito, sequestro che avrebbe potuto realizzarsi mediante il dirottamento del traffico per mano degli ISP.

Così il comunicato della Federazione Industria Musicale Italiana a sentenza pubblicata: «In Italia il sito thepiratebay.org è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Bergamo, a seguito di un’operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nell’agosto del 2008. I quattro creatori e gestori del sito sono stati denunciati per violazione della vigente normativa in materia di diritto d’autore. Nell’ambito dell’operazione, era stato anche ingiunto a tutti gli internet provider italiani, di predisporre il blocco IP e DNS del sito svedese. Il provvedimento della procura, pienamente confermato dal Giudice per le Indagini Preliminari, è stato parzialmente revocato dal Tribunale del Riesame che, pur confermando in modo netto e deciso l’illiceità della condotta dei gestori di Pirate Bay, ha disposto la revoca del blocco IP e DNS per vizio di forma. Tale decisione è stata oggi annullata dalla Cassazione».

«Per gli utenti non cambierà nulla» ci spiega Francesco Paolo Micozzi, legale della Baia con gli avvocati Giovanni Battista Gallus e Giuseppe Campanelli, «questa decisione della Cassazione non fa rivivere automaticamente il provvedimento di sequestro di TPB. Sarà il Tribunale del riesame di Bergamo a doversi pronunciare nuovamente sul punto. Solo dopo la pubblicazione delle motivazioni della III Sez. Pen. della Cassazione potrà essere fissata nuovamente l’udienza di fronte al Tribunale del riesame di Bergamo, il quale dovrà tenere in considerazione quanto deciso dalla Cassazione».

La Cassazione, però, al momento non ha ancora reso nota la struttura delle motivazioni a supporto delle decisioni e pertanto è possibile conoscere soltanto la “forma” e non la “sostanza” del provvedimento. Ed è nelle motivazioni che sarà possibile leggere il valore vero del dispositivo, poiché è nel contenuto del testo della Cassazione che sarà possibile capire fino a che punto si farà giurisprudenza nel «legittimare l’uso di disporre i sequestri di siti internet mediante oscuramento». Il che rimane probabilmente il vero spauracchio aperto dalla decisione avversa alla Baia.

Notizie su: