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Rivoluzione ICANN, il passo indietro degli USA

Si tratta a tutti gli effetti di un momento storico: l'ICANN, l'ente che controlla la gestione dei domini sul Web, esce dal controllo totale degli Stati Uniti e diventa un ente collegiale a cui potrà partecipare l'intera comunità internazionale

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Sì, l’ICANN è cambiata. Lo hanno deciso gli Stati Uniti d’America e lo ammette anche la Commissione Europea, da cui giunge la benedizione per il passo compiuto dal Governo statunitense nella direzione di una Internet Corporation for Assigned Names and Numbers più libera ed aperta. Si tratta di una tappa storica nella storia della Rete poiché, come spiega il CEO Rod Beckstrom, si passa in un solo giorno «da un’ICANN al 100% americana, ad un’ICANN al 100% globale». Gli Stati Uniti manterranno ancora un ruolo determinante nel consesso dell’ente, ma il governo dello stesso diventa ora collegiale ed aperto alle proposte ed alle decisioni della comunità internazionale.

I cambiamenti, descritti compiutamente nell’apposito documento disponibile sul sito ICANN, sono stati così riassunti dalla Commissione UE:

  • «maggiore indipendenza da revisioni periodiche effettuate da un solo governo. Le decisioni adottate dall’ICANN riguardano infatti gli utenti di internet di tutto il mondo ed è perciò importante che si tenga conto degli interessi di tutti»;
  • «dovere di rendicontazione esterna nei confronti di panel di controllo indipendenti designati congiuntamente dal GAC e dall’ICANN. Il GAC è aperto ai governi e alle autorità pubbliche di tutto il mondo e offre consulenza al comitato direttivo dell’ICANN sugli aspetti politici delle sue attività. I panel valuteranno periodicamente i risultati conseguiti dall’ICANN rispetto agli impegni pubblici assunti. Internet è una risorsa diventata vitale per l’economia e la società in tutte le parti del mondo. Già da molti anni la Commissione europea e gli Stati membri partecipano al processo di formulazione delle politiche dell’ICANN per garantire il rispetto, nella rete, di valori europei come la libertà di espressione, la protezione della vita privata, la tutela dei consumatori e la sicurezza».

Il commento di Viviane Reding, Commissaria Europea alla società dell’informazione e ai media, è un esplicito plauso all’iniziativa tanto auspicata e promossa dall’Unione Europea: «Mi compiaccio per la decisione dell’amministrazione statunitense di adeguare il ruolo chiave dell’ICANN nella gestione di internet per tener conto della realtà del ventunesimo secolo e della globalizzazione [...] Gli utenti di internet di tutto il mondo possono ormai confidare nel fatto che l’ICANN adotti decisioni sui nomi di dominio e sugli indirizzi in modo più indipendente e più responsabile, così da rispettare gli interessi di tutti. L’operato dell’ICANN sarà valutato regolarmente da panel esterni di controllo. Se attuata in modo efficace e trasparente, questa riforma riscuoterà un ampio consenso da parte della società civile, delle imprese e dei governi. La Commissione europea ha la ferma intenzione di realizzare questa riforma in collaborazione con i nostri partner all ‘interno dei governi, delle imprese e della società civile. Avremo un ruolo attivo all’interno del comitato consultivo governativo (GAC) dell’ICANN e nella successiva riforma del comitato stesso. Per il momento occorre fare in modo che, grazie al rafforzamento del suo ruolo, il GAC operi con maggior efficacia ed è necessario intensificare il dialogo tra le amministrazioni pubbliche, le imprese, e la società civile nell’ambito del Forum per la gestione di internet. Seguiremo da vicino anche gli effetti dell’operato dell’ICANN sulla concorrenza. Vorrei inoltre invitare tutte le parti interessate a esaminare attivamente le possibilità di istituire meccanismi di ricorso esterno più solidi nei confronti delle decisioni del comitato direttivo dell’ICANN . Oggi l’ICANN sembra avere, almeno sulla carta, una maggiore indipendenza e un più grande dovere di rendicontazione: attiviamoci insieme perché questa riforma funzioni anche nella pratica».

Il nostro appello simbolico a Barack Obama è stato esaudito. Un segnale coerente alla comunità internazionale, qualcosa che va ben oltre le sole dichiarazioni formali: la nuova strada degli Stati Uniti passa anche dal Web.

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