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Steve Ballmer Show, aperitivo di Windows 7

Steva Ballmer ha lanciato il countdown a Windows 7 presentandosi a convegni ed interviste per commentare il nuovo sistema operativo, la crisi economica, la concorrenza con Google e le punzecchiature Apple. Saranno settimane dense per il team Microsoft

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Steve Ballmer Show: interventi, interviste, meeting e addirittura una Steve Ballmer version per Windows 7. L’eclettico CEO Microsoft, il cui stipendio è stato recentemente decurtato per seguire l’andamento dei risultati dell’azienda, ha parlato molto negli ultimi giorni: economia, Microsoft, Google, Apple e molto altro. La sua improvvisa comparsa sulla scena sembra quasi essere un aperitivo per i prossimi giorni, quando Microsoft muoverà il proprio esercito per spianare la strada all’arrivo di Windows 7 (previsto per il 22 Ottobre).

Il countdown inizia ed è Ballmer a scandirne i tocchi. Si parte proprio da Windows 7: il CEO di Redmond crede fermamente nella bontà del sistema e si augura di «essere in grado, entro i primi 3/6 mesi dal lancio, di convincere tutti del fatto che i nuovi Pc debbono avere Windows 7». E aggiunge: «sarebbe una vergogna vedere la gente comprare macchine con XP nel 2010». Il riferimento è al tempo stesso una serie presa d’atto dell’insuccesso del recente passato, quando parte dell’utenza ha acquistato Vista per preferire poi un ritorno a XP, sacrificando così le migliorìe applicate al sistema operativo per un lido più sicuro nelle certezze della vecchia release.

Secondo Ballmer la crisi non è comunque terminata del tutto. Mentre Eric Schmidt ha professato il proprio credo per una solerte e tangibile ripresa, il CEO Microsoft crede invece che il peggio sia stato evitato, ma che sia altresì oggi assolutamente prematuro pensare che la nuova ascesa possa essere imminente. In quest’ottica Windows 7 è l’offerta di cui, secondo Microsoft, il business ha bisogno: dopo milioni di feedback il gruppo valuta in 100 dollari il risparmio garantito dal sistema operativo per ogni singola postazione, vantaggio accumulato in relazione a spese di helpdesk e costi di amministrazione.

Un cenno alla concorrenza, anche: Google come «competitor genuito» (Microsoft non ipotizza acquisizioni per sfidare il leader dei motori di ricerca e, al contempo, non si attende alcun exploit per un Bing che dovrà lottarsi le proprie query solo con l’innovazione ed il lavoro), Apple come azienda che ha saputo fare un buon marketing «con il proprio 3.5% di mercato» (ma Microsoft si felicita del buon marketing operato sul proprio 96.5%, e la stilettata verso Cupertino è così servita).

E se non bastasse, come preannunciato, “Steve Ballmer” diventa anche una release di Windows 7. A segnalare la cosa è il blog di uno degli utenti coinvolti dai “Windows Launch Party“, nella cui confezione con il materiale è stata inclusa anche una copia di Windows 7 Ultimate Edition (Steve Ballmer Signature Edition). Iniziativa similare era già stata portata avanti nel 2006 con il lancio di Windows Vista (la special edition era dedicata in quel caso a Bill Gates).

Con l’avvicinarsi del giorno di Windows 7 c’è da immaginare un impegno più diretto dei “volti” Microsoft nella campagna marketing del gruppo. Sul nuovo sistema operativo sono riposte le speranze di recupero di Redmond ed i risultati del lavoro degli ultimi anni. Si chiude il capitolo Windows Vista, e traspare una gran voglia di lasciarlo presto alle spalle.

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