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E ora Facebook “parla” anche il latino

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Dovranno forse rivedere le proprie convinzioni, coloro i quali asseriscono che il latino è una “lingua morta”. Stando a quanto affermato dai responsabili di Facebook sul proprio blog il latino è più vivo che mai ed entra con decisione nel mondo del Web 2.0.

E così, la lingua di Virgilio, Ovidio, Catullo e Cicerone torna in auge grazie ad un social network, anzi al più grande dei social network. Da oggi infatti Facebook aggiungerà alla settantina di lingue in cui è possibile impostare la sua interfaccia anche la lingua latina.

Sarà così possibile entrare nella “domus”, cioè la home, cliccare su un “ligamen”, ovvero un link, ricevere una “epistulae”, un’email, leggere le “historia nuntiorum”, le notizie, e perfino inserire i numeri del telefonino che diventa, in questo modo, il “telephonium portabile”.

Sembra quasi incredibile, per chi il latino lo ha studiato a scuola in testi che trattavano di tutto tranne che di computer e telefonini, vedere come una lingua in disuso da centinaia d’anni sia in grado di adattarsi e di contemplare termini “gergali” di contesti sconosciuti ai tempi in cui essa era utilizzata: una chiara testimonianza della validità e della ricchezza di questa lingua.

Sul blog di Facebook la novità e l’idea dietro a questa iniziativa viene spiegata proprio con l’intenzione di ridare nuovo lustro al latino:

La maggior parte delle volte che ci imbattiamo in una frase latina è incisa nella pietra: scolpita all’ingresso delle università, sulla facciata di un edificio governativo, nel chiostro di un convento o in un cimitero. Il linguaggio sembra quasi immobile, ma da oggi il latino torna in vita su Facebook.

Insieme al latino il team di Facebook ha introdotto anche altre lingue poco parlate o sparite come il gaelico, l’esperanto, l’afrikaans, la lingua basca euskara, quella di origine celtica parlata anticamente nel Galles, ovvero il cymraeg e perfino… l’inglese parlato ai tempi dei pirati.

Come dire: non ci sono più scuse per non iscriversi…

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