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Google Voice nel mirino della FCC

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La Federal Communications Commission (FCC), agenzia governativa degli Stati Uniti incaricata di vigilare sulle telecomunicazioni, ha puntato i riflettori su Google Voice, servizio VoIP offerto dalla compagnia di Mountain View.

A destare l’interesse della Commissione è stato il blocco imposto da Google su alcune chiamate verso alcune aree rurali degli Stati Uniti.

Inoltre, la Federal Communications Commission (FCC) è interessata anche ad approfondire i criteri di inclusione scelti da Google Voice per l’utilizzo del servizio dato che, quest’ultimo, è accessibile solo su invito.

Un quadro non completamente chiaro che Sharon E. Gillett, capo del Wireline Competition Bureau ha voluto analizzare bene inviando una comunicazione a Richard Whitt, consulente legale di Google per fare maggiore chiarezza sul reale funzionamento del servizio VoIP based.

Bisognerà infatti chiarire se vi sono ulteriori restrizioni e se gli utenti sono informati di ciò, ma anche stabilire se vi sono delle funzioni a pagamento. Inoltre, l’applicazione della GrandeG che Apple aveva rifiutato tempo fa, era stata invece rivalutata da At&t la quale però aveva sottolineato come il comportamento del motore di ricerca fosse simile a quello di un operatore TLC e, perciò, anche Google avrebbe dovuto rispettare la Neutralità della Rete (Net neutrality).

Il managment di Mountain View per rispondere all’inchiesta avrà ancora 15 giorni di tempo e, trascorso questo periodo, bisognerà verificare che il servizio sia in concorrenza con quelli identificati dal Communications Act del 1934.

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