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Inizia l’era di Windows 7

Windows 7 è tra noi. Il percorso di avvicinamento è stato vissuto dribblando le sventure di Vista, raccogliendo buone recensioni, descrivendo giorno dopo giorno la sfida ai concorrenti e cercando l'appeal giusto per rilanciare l'immagine di Redmond

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Il percorso è stato lungo ma, per certi versi, in discesa. Windows 7 arriva oggi, ma l’utenza lo aspetta ormai da tempo. Windows Vista, infatti, un po’ per colpa e un po’ per malasorte ha fallito. Nulla di nuovo, peraltro: Windows XP è stato un “highlander” dei sistemi operativi, ma è cresciuto sulle ceneri di Windows ME. Questo è Windows 7: un riscatto, una svolta, un passo indietro per farne uno avanti. Microsoft ha infatti ripreso in mano il vecchio progetto migliorandone i difetti, alleggerendone la struttura, infiocchettandone i pregi e restituendo qualcosa di molto simile quanto parecchio diverso.

Windows 7 è quel che avrebbe dovuto essere Vista ed arriva nel momento forse più opportuno: la crisi economica ha lasciato spazio ad un bagliore di speranza, ed è su questo appiglio che il nuovo sistema operativo farà presa per proporsi ad utenti ed aziende.

«Windows 7 è stato realizzato sulla base dei commenti e suggerimenti dei clienti, che in prima persona noteranno molte funzionalità da loro richieste. Ci è stato chiesto di semplificare e velocizzare le attività di tutti i giorni, di far funzionare il computer nel modo desiderato e di rendere possibili nuove attività. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto». Di Windows 7 si sa ormai tutto. Oggi tutti i media ne porteranno il verbo nelle case e, se i numeri non mentono, milioni di italiani nemmeno sapranno di cosa si sta parlando. Per tutti gli altri, invece, il concetto sarà chiaro: i Personal Computer hanno da oggi una nuova opportunità. Ed è una opportunità anche per il mercato: con il Natale alle porte, l’occasione di Windows 7 è la migliore per cambiare il vecchio gracchiante Pc per passare ad una nuova dotazione, magari con un rivoluzionario schermo touchscreen, oppure con tutta la dotazione utile a trasformare la macchina in un hub per l’intrattenimento domestico.

Di tutto il resto se ne è già parlato:

Per l’acquisto è disponibile il riferimento online del Microsoft Store (suggerito sulla homepage Microsoft Italia), oppure tutti i rivenditori retail tradizionali. Le edizioni rilasciate sono sostanzialmente sei: Windows 7 Starter, Home Basic, Home Premium, Professional, Ultimate ed Enterprise. Per tutte è disponibile una versione di upgrade da Windows Vista, la quale richiederà però una installazione da zero nel caso in cui l’aggiornamento sia per una precedente installazione XP.
Microsoft mette a disposizione anche un servizio di supporto (@MicrosoftHelp) direttamente su Twitter, un modo per interagire con il team tramite informazioni che, peraltro, verranno seduta stante indicizzate da Google e Bing.

Inutile rimarcare l’importanza del momento per Microsoft. Google e Apple mettono pressione, il mondo dell’informatica su cui l’universo Windows è prosperato sta cambiando radicalmente, un’intera filosofia di sviluppo è messa in discussione. Steve Ballmer ha avuto questo compito da Bill Gates: traghettare Microsoft verso la nuova era, coltivando i vecchi successi per trovare la via giusta verso i nuovi. Mentre la realtà cloud cresce poco alla volta, Windows 7 ha il compito di rilanciare il marchio creando un rapporto di fiducia che troppi utenti hanno visto incrinato negli ultimi anni.

Le prospettive sono all’insegna dell’ottimismo. A differenza di Vista, Windows 7 ha raccolto immediatamente buone recensioni, un messaggio di benvenuto caloroso e soprattutto un maggior favore da parte delle aziende. Secondo le ultime stime, entro pochi mesi saranno molte le realtà enterprise pronte a passare al nuovo sistema operativo, raccogliendo con ciò l’opportunità di abbandonare Windows XP, saltare Vista a pié pari ed atterrare sulla nuova piattaforma con fiducia. Se il meccanismo prenderà piede sarà una buona notizia per Microsoft, per gli utenti, per i produttori e per il mercato nella sua complessità. La concorrenza, però, ringhia. E mai come oggi Redmond ha bisogno di entusiasmo per imporre il proprio “7”.

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