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Sky e la Digital Key: rivoluzione o semplice propaganda commerciale?

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Le polemiche impazzano praticamente ovunque, tra gli appassionati, tra gli addetti ai lavori per finire negli immancabili salotti della politica nazionale. L’offensiva di Sky, che ha lanciato un paio di giorni fa la sua Digital Key, fa discutere l’Italia, spaccando in due opposte fazioni il pubblico, tra chi la giudica una rivoluzione del mercato TV e chi, invece, la definisce come una semplice mossa commerciale e null’altro.

Prima di affrontare qualsiasi discorso urge spiegare comunque in due parole cos’è questa Digital Key. La Digital Key è una chiavetta USB dotata di sintonizzatore DTT che si potrà collegare ad alcuni SkyBox e che darà la possibilità di ricevere, su un unico decoder, sia l’offerta Sky che quella gratuita del digitale terrestre.

Grazie a questa chiavetta Sky ottiene il vantaggio di fornire ai propri utenti praticamente tutta l’offerta televisiva disponibile in Italia, riuscendo a portare sul proprio decoder anche quei canali del DTT che finora sono rimasti non accessibili dagli SkyBox, motivo per cui, almeno a prima vista, l’azienda di Rupert Murdoch sembrerebbe aver fatto centro.

Tutto corretto se non fosse che la Digital Key ha alcune “limitazioni”, chiamiamole così, che forse riducono un po’ la portata “rivoluzionaria” di cui parlavamo sopra. Essa, secondo quanto si apprende, funzionerà infatti soltanto con i decoder della serie Sky HD e MySky HD, ovvero quei decoder forniti ai clienti che hanno attivato il servizio HD nel proprio abbonamento e tra cui la stragrande maggioranza, verosimilmente, vede i vari canali tramite uno dei moderni TV LCD o Plasma compatibili con l’alta definizione, cioè proprio quel tipo di apparecchi che, da qualche tempo a questa parte, integra già in maniera nativa un sintonizzatore DTT in grado di ricevere autonomamente e senza passare per alcun decoder esterno (men che meno quello di Sky) tutti i canali gratuiti della piattaforma.

In altre parole la novità di Sky non aggiunge nulla in più alla “capacità di visione” dei propri abbonati interessati dall’arrivo della Digital Key (se si esclude l’integrazione dei canali nell’EPG Sky), rendendo ciò che è stato presentato come rivoluzione nulla più che una mossa strategica (abile comunque) costruita per far percepire ai clienti lo SkyBox come la soluzione ideale per avere tutto quanto si trova in TV a portata di mano.

Se per il cliente quindi cambia poco o nulla, come spiegato nelle scorse ore dai responsabili Rai e Mediaset, per Sky ciò comporta invece un rafforzamento della propria posizione e soprattutto un grande vantaggio potenziale a livello d’immagine. E non è poco infatti.

Rimane adesso da capire come reagiranno a questo punto i due player della TV generalista a questa campagna “mediatica” di Sky che sembra anche abbastanza riuscita, almeno sentendo le opinioni di molti utenti in Rete e notando la coda di polemiche seguita a vari livelli tra i vertici Rai.

Di certo un ruolo chiave nel delicato equilibrio dell’assetto TV italiano potrebbe ottenerlo il Web. Internet sta infatti acquisendo sempre maggiore considerazione come piattaforma televisiva sia da parte degli utenti che da parte degli operatori, ne sono conferme le risorse impiegate dalla TV pubblica nella creazione della sua offerta gratuita di Web TV presente sul sito Rai.TV e il recente annuncio della Mediaset Web TV, un’offerta con contenuti gratuiti associati a quelli a pagamento che porterà i palinsesti del gruppo italiano sulla Rete.

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