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Viviane Reding parla di digital divide e separazione della rete

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Nel corso di un’intervista rilasciata da Viviane Reding in esclusiva sulle pagine di Webnews, il Commissario Europeo per la Società dei Media e dell’Innovazione ha affrontato diversi temi. Alcuni di questi riguardanti digital divide e separazione funzionale della rete.

Grazie alle risposte, puntuali e precise fornite dalla Reding, è possibile valutare l’operato del nostro paese dal punto di vista dell’Unione Europea.

Partendo proprio dallo scottante tema del digital divide, Giacomo Dotta ha sottoposto al Commissario gli allarmanti dati relativi alla situazione italiana in tema di diffusione delle connessioni a banda larga: solo il 35% della popolazione accedere regolarmente alla rete, mentre il 45% non ha mai avuto un contatto diretto con il Web.

Si tratta di un gap sia strutturale che culturale, che il nostro Governo dovrebbe cercare di colmare attraverso l’attuazione di strategie decise e dall’effetto apprezzabile nel breve periodo.

Interrogata a tal proposito, la Reding elenca quali sono le misure attualmente adottate per giungere, nel giro di pochi anni, alla risoluzione del problema.

La diffusione della banda larga deve essere sviluppata ed espansa e ho fatto di una priorità politica la disponibilità del broadband per tutti i cittadini europei entro il 2010 e un broadband ad alta velocità entro il 2013.

L’Economic Recovery Plan dell’Unione Europea già mette a disposizione un budget per rinforzare gli investimenti in “broadband Internet, includendo le aree che sono scarsamente servite”. La Commissione ha proposto il rilascio di fondi per 1 miliardo di euro per gli investimenti in broadband nelle aree rurali. L’Italia sta facendo buon uso di questi fondi allocando ad oggi circa 90 milioni specificatamente per la distribuzione del broadband.

In tema di separazione funzionale della rete invece, ipotesi sulla quale la Reding si era detta possibilista già nel 2007, il Commissario ricorda che devono essere i singoli stati dell’Unione Europea ad attivarsi e legiferare affinché vengano presi provvedimenti in tal senso.

Si deve notare che non è la Commissione Europea, ma i legislatori nazionali per le telecomunicazioni, a dover imporre i requisiti per la separazione.

La Commissione Europea deve essere informata di queste decisioni prima che siano adottate dal legislatore nazionale per assicurare che la decisione dei legislatori non porti ad una distorsione della competizione nei singoli mercati europei.

È importante il fatto che, nell’applicare queste separazioni, si incoraggino gli investimenti, ad esempio nella Next Generation Networks, sia da parte dell’incumbent che da parte dei nuovi entranti. Gli operatori alternativi devono avere la sicurezza di avere le stesse possibilità di accesso alla rete dell’incumbent quando la separazione è proposta dall’operatore dominante piuttosto che dal legislatore.

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