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Viviane Reding, sogni di broadband

Webnews.it ha intervistato in esclusiva Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dei Media e dell'Innovazione, per parlare di digital divide, Servizio Universale e Banda Larga. E per parlare di Italia dal punto di vista dell'UE

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Digital Divide e possibili soluzioni

La situazione della banda larga in Italia è fotografata da dati impietosi. Solo il 35% degli italiani, infatti, farebbe uso regolare di Internet, mentre il 45% degli italiani non avrebbe mai avuto il minimo contatto con la Rete. Sono questi numeri che hanno radici lontane e che oggi vanno identificati all’interno di un contesto viziato da un duplice digital divide: quello strutturale e quello culturale. Quello strutturale è originato da una banda larga che non copre ancora vaste zone del paese; quello culturale è figlio di un paese che stigmatizza ogni giorno il Web con un alone di sospetto, che non usa le scuole per portarne il verbo, che non punta sui propri talenti per arricchirne le potenzialità. L’Italia è il paese della tv e dei cellulari, ma il Web è ancora una sorta di nicchia che probabilmente solo il cambio generazionale saprà espandere davvero. Ma allora saremo in colpevole ritardo, ormai.

Webnews.it: Come può il Governo italiano spingere sull’innovazione per ridurre il digital divide ed aumentare la disponibilità della banda larga?

Viviane Reding: «Internet a banda larga è una componente cruciale per l’innovazione. Secondo gli studi sull’ICT è alla base di metà della crescita nella produttività per l’UE. La disponibilità di infrastrutture broadband ad alta velocità è la chiave per trovare nuovi lavori, apprendere nuove capacità, identificare nuovi mercati e tagliare i costi. È essenziale sia per le attività professionali che per i pubblici servizi (scuole, ospedali, uffici governativi). ICT ed in particolare le infrastrutture per la banda larga sono diventati strumenti essenziali per il funzionamento dell’economia moderna.

Un recente studio ha dimostrato che lo sviluppo del broadband contribuirà alla creazione di 1 milione di posti di lavoro in Europa e una crescita delle attività economiche legate al broadband pari a 850 miliardi di euro tra il 2006 ed il 2015 (assumendo un tasso di adozione costante di qui al 2015). Questa crescita è generata da investimenti a monte, dalla creazione di nuove industrie, applicazioni innovative e nuovi modelli di business. La diffusione della banda larga deve essere sviluppata ed espansa ed ho reso una priorità politica la disponibilità del broadband per tutti i cittadini europei entro il 2010 ed un broadband ad alta velocità entro il 2013.

L’Economic Recovery Plan dell’Unione Europea già mette a disposizione un budget per rinforzare gli investimenti in “broadband internet, includendo le aree che sono scarsamente servite”. La Commissione ha proposto il rilascio di fondi per 1 miliardo di euro per gli investimenti in broadband nelle aree rurali. L’Italia sta facendo buon uso di questi fondi allocando ad oggi circa 90 milioni specificatamente per la distribuzione del broadband.

È necessario mantenere focalizzato lo sviluppo del broadband soprattutto mediante:

  • l’upgrade ad una banda larga ad alta velocità;
  • Annullamento del digital divide giungendo ad una copertura completa;
  • Focalizzazione sulle azioni di stimolo alla domanda: aumentare i contenuti per rendere Internet maggiormente accessibile ed assicurare che tutti abbiano le capacità per coglierne i benefici.

La Commissione chiede agli stati membri di implementare attivamente concrete strategie operative in linea con i tre obiettivi indicati. L’Italia ha già portato avanti alcuni obiettivi ambiziosi, incluso l’upgrade al broadband ad alta velocità. La commissione assisterà gli stati membri adottando una Broadband Strategy il prossimo anno per chiudere il gap nella copertura tra i differenti stati. La strategia della Commissione aiuterà ad identificare chiaramente gli obiettivi, offrendo una piattaforma per benchmarking e condivisione delle varie esperienze. Al tempo stesso le strategie nazionali beneficeranno della coordinazione a livello Europeo».

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