Digital.it
QR code per la pagina originale
news_307a5174dda29262.jpg

Viviane Reding, sogni di broadband

Webnews.it ha intervistato in esclusiva Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dei Media e dell'Innovazione, per parlare di digital divide, Servizio Universale e Banda Larga. E per parlare di Italia dal punto di vista dell'UE

Europeana

La causa relativa a Google Books negli Stati Uniti ha riportato in auge il discorso Europeana, la biblioteca digitale europea che dovrebbe raccogliere la summa della cultura disponibile nel cartaceo per ridarne lustro nella dimensione digitale. La Commissione Europea, però, nelle settimane scorse ha lamentato la scarsa collaborazione da parte dei paesi membri chiedendo che, invece di guardare ai pericoli provenienti da oltre oceano, si tenti di guardare alle opportunità che abbiamo già all’interno dell’UE.

Webnews.it: L’Italia sta agendo con sufficiente impegno per arricchire Europeana dei contenuti prodotti dal nostro paese?

Viviane Reding

«L’Italia ha supportato molto Europeana ed è in generale dedita allo sforzo di portare i contenuti della cultura digitale online. Tuttavia, le istituzioni culturali italiane hanno contribuito solo per 100000 unità, per la maggior parte immagini, ad Europeana (su un totale di 4.6 milioni). Dal mio punto di vista la situazione non è soddisfacente, specialmente in considerazione dell’importanza e della dimensione del patrimonio culturale italiano. Quattro organizzazioni italiane stanno correntemente collaborando con i propri contenuti: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Ministero della Cultura, l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze e la Fondazione Federico Zeri dell’Università di Bologna. I classici della letteratura italiana per autori come Dante, Leopardi o Manzoni sono già disponibili su Europeana, ma spesso non per opera delle istituzioni culturali italiane. “I promessi sposi” di Manzoni per esempio lo si può trovare in francese ma non in italiano! Ma la situazione dovrebbe presto migliorare: il Ministro per la Cultura italiano ha recentemente annunciato che entro la Primavera del 2010 oltre 1 milione di oggetti culturali saranno messi a disposizione su Europeana attraverso l’aggregatore nazionale Culturaitalia.it, che include ad oggi 2 milioni di registrazioni dalle biblioteche italiane, i musei e gli archivi».

Se vuoi aggiornamenti su Viviane Reding, sogni di broadband inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

 « Pagina precedente 1 2 3 4 5 6 
  • Sbalky

    Colpaccio, ragazzi! Complimenti!
    Peccato la poca “incisività” nelle risposte…
    L’avrei preferita più pungente.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Il suo ruolo glielo impedisce. Però, a ben leggere, un po’ di giudizi velati sul DTV, sui nostri sforzi con Europeana, sul Servizio Universale e sulla proposta De Benedetti ci sono.

    Lei è un arbitro, ha il dovere di non schierarsi se non per impugnare decisioni. Però le sue parole indicano una direzione. Insomma… qualcosa c’è ;)

  • Sbalky

    Magari arbitro… L’arbitro ammonisce e a volte tira fuori pure il cartellino rosso!
    I giudizi ci sono, certo, per chi ha voglia di leggerli, ma alle orecchie da mercante che girano in Italia ci vorrebbero le trombe, altro che i giudizi velati…

  • http://www.menietti.it Piergiuseppe Menietti

    Speriamo che, entro la prossima primavera, i gallici «Les fiancés» diventino italianissimi «Promessi Sposi».
    Complimenti a Giacomo per l’intervista veramente interessante.
    Pierbacco

  • Mirella Schaerf

    Come sempre si parla solo di tecnologia e non di formazione. La scuola è il veicolo più importante per ridurre il digital divide e tutti sappiamo che si pensa solo a ridurre i costi dell’educazione e non a migliorarla

  • Fabio Spagnuolo

    Grande Giacomo, sinceramente concordo anche io che l’estremo uso del “politically correct” da parte della commissaria sia un po’ stucchevole.
    Infatti, andando a leggere le precedenti dichiarazioni della stessa riguardo le condizioni italiane, con un cambio di fascia degni di un regista calcistico d’altri tempi, non è stato usata la stessa “modalità”

    (mi riferisco al fatto che anni fa’ dichiarò che l’Italia era un modello per le TLC in Europa… ahahah)

  • john

    Anni fa…
    La Reding non ha certo un atteggiamento politically correct ora.
    Infatti si schiera chiaramente dalla parte degli operatori alternativi all’ex incumbent, i quali hanno sempre goduto di condizioni operative estremamente favorevoli ( vincoli di investimento inesistenti , costi
    di personale e generali decisamente modesti). E’ sempre Telecom Italia a pagare…insomma.

  • 30330

    Allacciandomi al punto 6., questa bella e autorevole intervista è conferma che la gratuità dei contenuti può trovare un suo equibrio con la qualità giornalistica.