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Ask.com cerca un acquirente per le ricerche

Il CEO di IAC/InterActive Corp, Barry Diller, non ha escluso la possibilità di mettere in vendita il celebre motore di ricerca Ask.com. Un accordo con un competitor potrebbe risollevare le sorti del sistema per le ricerche online, da tempo fermo al palo

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Ask.com potrebbe essere in vendita. La possibilità di cedere il celebre motore di ricerca è stata ventilata direttamente da Barry Diller, il CEO di IAC/InterActiveCorp, società che detiene la proprietà di Ask.com. Nonostante gli sforzi profusi nel corso degli ultimi anni, il sistema per effettuare le ricerche online non ha incrementato nella misura sperata il proprio bacino di utenti, anche a causa della forte concorrenza dei primi della classe come Google, Yahoo e Microsoft.

«I progressi che abbiamo cercato di apportare nel corso degli ultimi anni nel comparto delle ricerche non sono stati raggiunti e per ora il futuro è pura teoria» ha dichiarato Diller formulando un bilancio sull’esperienza legata ad Ask.com. Il CEO non ha poi escluso la possibilità di stringere un accordo con uno dei principali protagonisti delle ricerche online oggi sul mercato interessato a consolidare ulteriormente la propria presenza nel comparto. Una dichiarazione interpretata da numerosi osservatori come il primo passo verso una cessione dei principali asset di Ask.com, fino a ora incapace di contrastare efficacemente la concorrenza.

Il motore di ricerca di IAC è infatti da tempo al quarto posto nella classifica dei motori di ricerca più utilizzati con un market share intorno al 4%. Una cifra che lo colloca molto distante dai principali protagonisti del settore come Google, Yahoo e Live Search da poco divenuto Bing. Una condizione che si riflette inevitabilmente sulle prestazioni della società di Diller e sui flussi di cassa registrati su base trimestrale.

Nel corso degli ultimi tre mesi, per esempio, l’area media and advertising di IAC ha registrato un declino pari a 11 punti percentuali principalmente dovuto al calo di investimenti pubblicitari in Ask.com. La società è comunque riuscita a mantenere alte le prestazioni del terzo trimestre grazie alla vendita della divisione europea del portale Match.com, che ha contribuito a portare i guadagni a quota 21,7 milioni di dollari pari a 16 centesimi di dollaro per azione, ben al di sopra dei 13 centesimi previsti dagli analisti.

Barry Diller sembra avere ormai maturato una convinzione: Ask.com non è cresciuto come sperato nel corso degli ultimi anni e dunque non sarà in grado di estendere la propria quota di mercato nemmeno in futuro senza un valido accordo per le ricerche con uno dei principali protagonisti del settore. Le ventilate possibilità di una cessione potrebbero aprire ora nuovi scenari nel competitivo comparto dei motori di ricerca. La quota di mercato di Ask.com potrebbe far gola a Microsoft interessata ad aumentare la presenza del proprio Bing a scapito dell’inarrivabile Google. Tale possibilità stravolgerebbe ancora una volta gli attuali assetti nel mercato delle ricerche online, già interessato dal recente accordo tra Redmond e Yahoo, e potrebbe destare nuove obiezioni da parte delle autorità antitrust statunitensi.

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