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Installazioni “full” da Windows 7 Upgrade: Microsoft scuote la testa

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La settimana scorsa abbiamo visto come è possibile eseguire un’installazione “pulita” di Windows 7 utilizzando una versione Upgrade del sistema operativo, andando quindi a risparmiare sui costi di licenza che per un aggiornamento sono decisamente inferiori a quelli di una versione completa.

Tuttavia Microsoft in questi giorni ha voluto precisare sul suo SMB Community Blog che le installazioni di questo tipo non sono del tutto legali, vediamo nel dettaglio cosa ci consentono di fare le varie licenze:

  • per poter utilizzare una licenza Upgrade di Windows 7 occorre possedere una licenza Retail di Windows Xp o di Windows Vista;
  • Le licenze Retail possono essere trasferite da un computer ad un altro mentre non vale la stessa cosa per le OEM (versioni preinstallate sui PC al momento dell’acquisto). Questo significa che non si può spostare la licenza OEM su un nuovo PC e poi aggiornarlo a Windows 7; l’aggiornamento sarà legale solo sulla macchina di origine.

In mancanza di una licenza Retail di Xp o Vista non si è inoltre autorizzati ad installare Windows 7 Upgrade nei seguenti casi:

  • Installazioni su Boot Camp;
  • Installazioni su macchine virtuali (ciascuna Virtual Machine è considerata come un computer, un set di componenti hardware virtuali ben distinto);
  • Installazioni in dual-boot: se avete una licenza Retail di Windows Vista o Xp non potete installare contemporaneamente in dual boot una versione di Windows 7 in quanto secondo i termini di licenza, dopo un upgrade non è più possibile utilizzare il sistema operativo dal quale si è fatto l’aggiornamento.

Ovviamente coloro che non rientrano tra gli utenti con licenza di upgrade possono utilizzare le tecniche di installazione incriminate, ma si ritroverebero con una versione di Windows 7 funzionante ma non proprio legale.

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