IAB Forum vs Outlook 2010: la rottura
Il mondo dell'advertising italiano sta vivendo una frattura importante tra il mondo dello IAB Forum, avente baricentro sulla Rete, e quello del Premium Publisher Network, avente baricentro nell'editoria cartacea che guarda al Web. Molti gli indizi
Se l’Espresso sceglie di parlare dell’Outlook 2010 mentre Milano sta vivendo l’importante esperienza dello IAB Forum, la scelta di principio è importante: tra le righe è facile leggere l’evidenza della dissociazione e la ricerca dello scontro. Ennesimo indizio è nella scelta dei tempi: il giorno del PPN all’Outlook 2010 è stato quello del 23 Ottobre, dunque ci sono almeno 10 giorni di differenza tra l’intervento di Giorgio Riva e Claudio Giua a Liverpool e l’invio del comunicato ufficiale. 10 giorni di silenzio, insomma, prima di far parlare di sé nel giorno stesso in cui la Rete è pronta a parlare dello IAB Forum.
Per astrazione, lo scontro non sembra nemmeno essere una sfida tra gruppi isolati, ma più che altro una battaglia tra due industrie che nascono da culture differenti, situazioni opposte ed esperienze tra le quali fino ad ora ci sono stati più screzi che non collaborazioni.
A questo livello la frattura è oggi quindi un dato di fatto non dichiarato, ma evidente. Nell’intervista concessaci da Viviane Reding nei giorni scorsi il tema era già stato affrontato, ed in tal senso il Commissario Europeo aveva espresso la propria posizione in ruolo di arbitro: l’incontro tra le parti è ineludibile e dovrà garantire tanto i diritti degli utenti, quanto la libertà dello sviluppo della rete, quanto ancora i diritti degli editori. Tre punti, tre regole necessarie che guardano già un passo oltre, dal punto di vista di un Commissario che sapeva della frattura prima ancora di questo 3 Novembre dopo il quale tutto appare più chiaro:
- «assicurare che la creatività sia riconosciuta all’autore, a chi ne detiene i diritti e la diversità culturale europea possa prosperare nel mondo digitale»;
- «dare ai consumatori modi legali e con prezzi trasparenti per accedere ad un ampio range di contenuti attraverso le reti digitali ovunque, in qualsiasi momento»;
- «promuovere parità di condizioni per i nuovi modelli di business e per soluzioni innovative per la distribuzione dei contenuti creativi in tutta l’UE».
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