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Layla Pavone: avevamo invitato gli editori

Se Repubblica accusa lo IAB Forum di una grave mancanza nel non aver ospitato i grandi editori, IAB si difende ricordando a Repubblica che gli editori erano invitati ma hanno rifiutato. In tre indizi si consuma l'attrito tra due mondi alternativi in lotta

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A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E dopo aver letto le invettive provenienti da Repubblica contro lo IAB Forum, il sospetto era sorto in molti. Su Webnews si era cercato di andare anche oltre, trovando conferma dei sospetti in un comunicato stampa diramato da L’Espresso. Ora gli indizi diventano prove: tra lo IAB Forum ed il Premium Publisher Network si sta realmente consumando un forte, ed estremamente significativo, attrito.

Due gli indizi segnalati anzitempo. Il primo è l’articolo di Andrea di Stefano per Repubblica, ove si lamenta l’assenza dei grandi editori presso gli stand dello IAB Forum indicando la mancanza stessa come un grave handicap per l’evento: «Salvo un paio di interventi, l’intero panorama del Forum è appannaggio di operatori della pubblicità e soprattutto dei grandi operatori internazionali come Google, Yahoo e Microsoft. La sensazione di molti addetti ai lavori (che è una certezza a livello globale ma ora diventa concreta anche a livello italiano) è che Iab sia poco attento alle richieste e alle battaglie di chi vede il valore del proprio lavoro fagocitato dalle multinazionali, Google in testa, grazie a tecniche sofisticate di monetizzazione dei contenuti altrui». Il secondo indizio è in un comunicato con cui L’Espresso fa notare la presenza del Premium Publisher Network (il consorzio nato dal mondo cartaceo per la pubblicità online dei siti di Repubblica.it, La Stampa, ANSA, Gazzetta.it, Corriere.it ed altri ancora) all’Outlook 2010 di Liverpool. Comunicato, peraltro, diramato con tempistica sospetta poiché in ritardo rispetto all’evento, ma estremamente puntuale nel sovrapporre le giornate dedicate allo IAB Forum.

Se tre indizi fanno una prova, ci pensa Layla Pavone, Presidente IAB Italia, a completare il quadro della situazione dimostrando come le accuse provenienti da Repubblica abbiano contorni dolosi: «Il Gruppo di lavoro che ha organizzato l’agenda e i contenuti delle due mattinate istituzionali di IAB Forum aveva deciso di organizzare una tavola rotonda, già dai primi di settembre, dedicata agli editori italiani e al ruolo dell’informazione cartacea e digitale, invitando con una email ufficiale, esplicativa dell’evento e dell’importanza della tematica al suo interno, tra i vari direttori di testata anche il Direttore di Repubblica Ezio Mauro. Questo avveniva esattamente il 10 settembre. Il 21 settembre la segreteria del Direttore Ezio Mauro rispondeva negativamente al nostro invito. […] Quindi l’articolo scritto da Di Stefano parte da un’assunzione non corretta oltre che non verificata, in quanto pur riportando un virgolettato mio, il “giornalista” non ha nemmeno verificato la veridicita’ delle sue affermazioni. Anzi nemmeno sapeva che avevamo invitato proprio il suo Direttore per un convegno sul tema e che lo stesso avesse risposto negativamente». Continua, quindi, la Pavone: «È spiacevole vedere che proprio da chi rivendica l’autorevolezza e la qualità dell’informazione si pubblichi un articolo privo di fondatezza, non solo non veritiero, ma che viene pubblicato proprio dalla testata che, purtroppo, non si è resa disponibile attraverso il suo Direttore ad un dibattito specificamente dedicato al tema dell’editoria off e online. Al contempo ringraziamo per la visibilità che è stata data a IAB Forum, perchè se non fosse stato per questa critica infondata non avremmo avuto tutto questo spazio redazionale».

Layla Pavone parla dell’articolo di Repubblica come di uno “scivolone” da evitare. Ma al terzo indizio il quadro appare chiaro: il contrasto si consuma tra IAB Forum e PPN, ma trattasi in realtà di una sfida tra i due mondi rispettivamente rappresentati. I quali sono ad oggi ancora economicamente, culturalmente ed ideologicamente distanti.

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