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One Voice: la banda larga mobile sarà LTE

LTE ha vinto, Wimax ha perso. Un folto gruppo di produttori ha infatti trovato l'accordo per trasformare LTE in uno standard de facto del settore. Tra i firmatari nomi quali Orange, Telefonica, Verizon, ATamp;T, Nokia, Sony Ericsson, Samsung

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«AT&T, Orange, Telefonica, TeliaSonera, Verizon, Vodafone, Alcatel-Lucent, Ericsson, Nokia Siemens Networks, Nokia, Samsung Electronics Co. Ltd. e Sony Ericsson hanno definito il modo migliore per garantire l’introduzione e la consegna graduale dei servizi Voce e SMS sulle reti Long Term Evolution (LTE) in tutto il mondo». Il comunicato rende il tenore della scommessa: la forza dei brand ed i toni dell’annuncio denotano l’importanza del momento, con i grandi gruppi elencati a far fronte comune per trasformare le reti LTE in uno standard de facto per gli anni a venire.

Il comunicato prosegue quindi con il profilo tecnico dell’accordo (la cui firma conclude peraltro un processo di avvicinamento iniziato già nel 2008): «Le aziende leader del settore delle telecomunicazioni hanno collaborato allo sviluppo di un profilo tecnico per i servizi LTE Voce e SMS, noto anche come iniziativa One Voice, che definisce: un set ottimale di specifiche funzionalità 3GPP, già esistenti, che tutti gli stakeholder del settore, inclusi i vendor di rete, i service provider e i produttori di telefoni cellulari, possono utilizzare per offrire soluzioni Voce compatibili con le reti LTE. Un confronto aperto e collaborativo, ha portato alla conclusione che la soluzione basata sull’IP Multimedia Subsystem (IMS), come definita dal 3GPP, è l’approccio migliore per soddisfare le aspettative dei consumatori relativamente alla qualità, all’affidabilità e alla disponibilità del servizio quando si passa da servizi di telefonia a circuito a servizi LTE basati su IP. Inoltre, tale approccio spianerà la strada alla convergenza dei servizi, dato che la soluzione IMS è in grado di servire al contempo reti via cavo a banda larga e reti wireless LTE».

«Il settore può aiutare a garantire il roaming internazionale e l’interoperabilità per i servizi Voce ed SMS su reti LTE, garantendo agli abbonati la continuità di questi servizi fondamentali e offrendo al contempo ai provider un modo semplice e ben definito per accedere all’LTE». L’obiettivo ultimo è chiaro: evitare ulteriori dispersioni di risorse, puntare tutti sulla medesima tecnologia e dribblare il rischio di una frammentazione che ridurrebbe il potenziale di mercato di tutti nell’interesse di nessuno. «Gli operatori di rete potranno sviluppare molto velocemente il proprio ecosistema LTE personalizzato in collaborazione con i vendor delle attrezzature di rete e i produttori dei dispositivi. Inoltre la sicurezza dell’interoperabilità globale in un ambiente LTE voce e la capacità di offrire, sia un accesso a banda larga, sia servizi di telefonia LTE, creerà delle basi solide per le attività future».

L’interoperabilità è quel che permetterà al mercato di crescere omogeneamente, senza colli di bottiglia e senza sprechi nello sviluppo. Così facendo sarà più semplice per tutti portare avanti soluzioni in grado di incontrare il placet della domanda, permettendo al mercato di monetizzare l’innovazione tecnologica abbracciata e portando peraltro nuovi servizi in mobilità grazie alle opportunità che le reti LTE (ad alta capacità di banda) potranno fornire.

Tanti vincitori, uno sconfitto: il WiMax, per molti versi una tecnologia concorrente ad LTE per qualità e potenzialità, rimane alla porta vedendo gran parte del mercato accordarsi per l’uso di uno standard differente. Chiaro segno della sconfitta ormai conclamata è nella presenza in One Voice di gruppi quali Samsung o Alcatel, pochi mesi or sono presenti in una cordata denominata Open Patent Alliance e nata per condividere i brevetti utili allo sviluppo delle soluzioni Wimax.

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