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Aumentano i blogger professionisti, in calo invece i blog amatoriali

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Stando allo studio State of the Bogosphere 2009 sono sempre di più coloro che fanno dello scrivere sui blog la loro professione, così come aumenta consequenzialmente il numero di blog professionali.

Il rapporto si basa su delle domande rivolte ad un gruppo di circa tremila blogger, un campione sufficiente a tracciare le tendenze e a definire le caratteristiche di coloro i quali decidono di scrivere e gestire uno o più di questi nuovi strumenti di comunicazione.

Secondo i risultati, a dedicarsi al proprio o ai propri blog sono per lo più uomini giovani, con buona cultura e tanta voglia di comunicare. La maggior parte degli intervistati afferma di scrivere nel proprio blog per semplice passione e lo fa nel tempo libero, ma sono in aumento (con ben il 28% dei soggetti sottoposti alle domande) coloro che scrivono con l’intenzione di guadagnare, sia per arrotondare lo stipendio derivante dall’impiego primario sia per fare di questa la prima fonte di reddito.

Il salario per un blogger professionista part-time (coloro che scrivono come seconda occupazione) si aggirerebbe sui 15.000 dollari annuali, mentre molto più interessanti sono le cifre in ballo per chi fa della gestione di uno o più blog il proprio lavoro a tempo pieno: ben 122.000 dollari all’anno di guadagno, ovvero cifre di tutto rispetto purtroppo lontane anni luce dal guadagno di un blogger professionista italiano.

Gli introiti comunque sembrano derivare non soltanto dalle inserzioni promozionali messe nelle pagine, ma anche dalla visibilità che un sito di questa tipologia particolarmente letto e frequentato dà all’autore, il quale si trova sempre più spesso invitato ad impegni e conferenze varie, entrando talvolta in contatto diretto con il mondo dei media tradizionali.

E proprio nella sempre maggiore convergenza tra blog e strumenti di informazione classici starebbe l’altra tendenza osservata nel rapporto. Una buona percentuale di blogger professionisti viene infatti dal mondo della stampa tradizionale, mentre pare che sempre più blogger utilizzino l’esperienza fatta per allargare i propri orizzonti ad altre piattaforme di comunicazione.

Va infine sottolineato come la tendenza che vede aumentare sempre più i blog professionali faccia da “contrappasso” alla progressiva diminuzione di blog puramente amatoriali, cioè i classici spazi personali in cui i blogger di “prima generazione” appuntavano le proprie storie esattamente come si faceva un tempo con il più classico diario personale.

Le tendenze in atto hanno una possibile chiave di lettura in quella che forse è la naturale evoluzione del blog: nato come informazione alternativa fatta dagli utenti per condividere il proprio parere o le proprie emozioni con altri utenti, esso ha assunto negli anni sempre più una certa consapevolezza del proprio ruolo all’interno delle nuove dinamiche di comunicazione, al punto da ritagliarsi il proprio spazio e specializzandosi sempre più in tematiche ben precise.

In questo modo si è forse persa progressivamente quella forma “dilettantistica”, ma assolutamente genuina dei primi tempi, per assumere la connotazione di strumento informativo che pone sempre più l’accento sulla qualità del prodotto, un prodotto rivolto non più agli utenti generici come una volta, ma ad un pubblico ben preciso che pretende qualità e cerca autorevolezza.

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