Banda Larga: Scajola tiene accesa la speranza
Dopo le promesse di Brunetta e le smentite di Letta le speranze di vedere stanziati gli 800 milioni per la Banda Larga sembravano essere ridotte al lumicino. Ora una nota di Scajola sembra essere l'unico appiglio a cui appellarsi: la palla torna al CIPE
Il Ministero dello Sviluppo Economico sembra avere peraltro una ricetta propria da portare avanti per “sostituire” i famigerati 800 milioni, suggerendo una sorta di exit-strategy che tende a coinvolgere con maggior intraprendenza i privati. La proposta è quella di una “Newco” mista pubblico/privato: «le risorse mancanti potrebbero arrivare dalla Cassa Depositi e Prestiti o da altri soggetti, sotto forma di anticipo in vista dello sblocco dei fondi, e l’investimento verrebbe remunerato attraverso un ritocco del canone che sarà deciso dall’Authority. La Newco avrebbe il compito non solo di portare Internet veloce laddove oggi a fatica arriva il doppino telefonico, ma anche procedere gradualmente alla sostituzione dell’attuale infrastruttura con una rete in fibra ottica».
Per quanto concernente il ritocco del canone, è secca la bocciatura di un gruppo come l’Anti Digital Divide che da tempo invoca attenzione su quelle che ancora oggi non sono considerate delle priorità: «Ricordiamo che recentemente sia il canone telefonico sia adsl, unbundling, sono aumentati, nonostante il prezzo dell’adsl in Italia fosse già alto rispetto agli altri paesi e il rapporto prezzo qualità-prestazioni tra i peggiori d’Europa. I 4/5 miliardi di euro annui che Telecom Italia percepisce dal solo canone telefonico e che giustifica con la necessità di ammodernare e manutenere la rete, come sono stati spesi in questi anni? Forse in stock option e stipendi ai manager, tra i più alti al mondo e per ripianare i vari acquisti di Telecom a debito?».
Il balletto degli 800 milioni si chiude con una settimana di smentite che, al termine di mesi di promesse, riporta la situazione al punto di partenza: stessi problemi, stessa promessa. L’attesa ricomincia, e la palla torna nuovamente al CIPE. Ovvero, va ricordato, a nomi quali Tremonti, Frattini, Scajola, Matteoli, Sacconi, Zaia, Prestigiacomo, Bondi, Gelmini, Ronchi, Fitto, Errani, Miccichè.
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