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Pantea alla ricerca di nuovi mercati per il “Mobile Social Networking”

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Pantea (www.pantea.it), un’azienda con sede centrale nel Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa), ha recentemente lanciato un nuovo prodotto in stile 2.0, nella convinzione di poter intercettare una domanda latente di socializzazione e di creare quindi un nuovo mercato.

Ma quale domanda di social networking può ancora essere “latente” al giorno d’oggi? Il fulcro della business idea è dato dall’idea di mobile community. Più precisamente, l’offerta di Pantea consiste di soluzioni di Mobile social network in modalità “White Label” ed è rivolta ad “ogni tipo di impresa”.

Certo, sul fronte del mobile hanno già fatto i loro “passi da giganti” Facebook e Google, ad esempio. Ma la proposta di Pantea vuole essere più specifica e tenta di insinuarsi negli interstizi in cui quei “giganti” non riescono ad infilarsi.

La modalità “White Label” è l’analogo di quello che, nel Web, offre la piattaforma “ning”: una base su cui ogni utente può costruire il proprio social network e personalizzarlo. Puntare sul mobile significa però credere che le imprese potrebbero ricavare utilità creandosi le proprie community, brandizzarle e renderle disponibili per gli utenti/clienti anche in mobilità. Tra parentesi: credendo molto all’utilità dello sviluppo con estensione .mobi (www.pantea.mobi).

Chi potrebbero essere i clienti ideali? Nel sito e nel materiale cartaceo distribuito dall’azienda, si fa riferimento a piccole e medie imprese che vivono già in qualche modo sul senso d’appartenenza e sulla socializzazione: palestre, supermercati, gruppi sportivi; ma anche associazioni o istituzioni che potrebbero erogare servizi informativi attraverso una rete sociale in mobilità, o aziende che hanno bisogno di costruire e fidelizzare i propri clienti.

Sarà un’idea vincente? Oppure i grandi colossi, Facebook, Twitter e Google (con modelli di business molto differenziati tra loro) coprono già tutti gli spazi?

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