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Alleanza per l’Italia (della Rete)

L’Italia vive una stagione difficile. La crisi è superabile e non è impossibile unire la maggioranza degli italiani intorno alle decisioni che portino il Paese sulla strada giusta Non siamo qui per giudicare i passi, le azioni ed il programma politico della nascente “Alleanza per l’Italia“. Ma non possiamo esimerci dal sottolineare come il nuovo [...]

L’Italia vive una stagione difficile. La crisi è superabile e non è impossibile unire la maggioranza degli italiani intorno alle decisioni che portino il Paese sulla strada giusta

Non siamo qui per giudicare i passi, le azioni ed il programma politico della nascente “Alleanza per l’Italia“. Ma non possiamo esimerci dal sottolineare come il nuovo partito di Francesco Rutelli avrebbe probabilmente potuto fare qualcosa di più per far capire quanto sia necessario, oggi, scommettere sulla Rete.

Un blog messo su in fretta e furia con WordPress non è certo il biglietto da visita migliore, insomma. Soprattutto se il tutto altro non è se non una trasposizione dei file del precedente “Cambiamento e buon Governo“.

Ok, solo questioni formali. Ma è questa anche e soprattutto l’ennesima occasione sprecata per far capire che sì, la Rete è un referente che si vuole ascoltare, a cui si vuol parlare, con la quale si intende interloquire.

Se vuoi aggiornamenti su Alleanza per l’Italia (della Rete) inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.draft.it Damiano

    Per un partito che durerà si e no fino alle Regionali, è già tanto che abbiano usato un blog :D

  • lio roberto

    avanti con convinzione. dobbiamo riuscire per il bene del paese. popolari allwais.

  • marco

    leggendo i commenti (circa 500) e’ evidente che
    non sono scritti dal popolo della rete !!!

    Il tentativo e’ a dir poco patetico …
    A Rute’ … PLIIIS … PLIIIS

  • Michael

    DURERÀ QUANTO LA ROSA BIANCA… XD XD XD

  • Enzo R.

    La superficialità della politica in Italia e quella dei politici che la alimentano non aveva bisogno di ulteriori conferme.

  • Gianluca

    E’ nata una AGGREGAZIONE POLITICA come ALLEANZA cioè una UNITA’di PERSONE che hanno un FINE COMUNE, concreto e a tempo non indefinito. iL FINE E’ NOBILE “UNA NUOVA ALLEANZA NELLA TRADIZIONE LAICO-CATTOLICA DI CENTRO PER MIGLIORAR-CI”.

  • Michael

    CIÒ NON TOGLIE CHE RUTELLI È COME PREZZEMOLO MASTELLA… VA DAPPERTUTTO…!!!

    VISTO CHE I POPOLARI PER ANNI GOVERNERANNO ALLORA È RIBALZATO DI QUA…

  • Enzo R.

    @Gianluca
    Per quanto mi riguarda, il mio commento non concerne la nascita di nuove aggregazioni politiche: la libertà è sacra e le conseguenti responsabilità altrettanto. Il tema riguarda l’uso della rete: il blog in questione riflette un modo approssimativo d’impiego di questo potente strumento (non solo a fini propagandistici) e, soprattutto, sembra confermare la percezione sfuocata, per non dire miope, da parte del mondo politico di un mezzo che meriterebbe ben altra attenzione e considerazione.

  • Michael

    LA CLASSE POLITICA, GRILLO E DI PIETRO IN TESTA… USANO LA RETE… (LA RETE… LA FORZA DELLA RETE) SOLO PER I LORO FINI POLITICI…

    I POLITICANTI NON SONO AFFATTO MIOPI… CI VEDO BENISSIMO… E ADOPERANO LA RETE PER I LORO COMODI… E NON PER IL BENE DELLA GENTE…!!!

    QUESTO È TUTTO…

    CHI VUOL CAPIRE CAPISCA…

    MICHAEL

  • Enzo R.

    Appunto perché i politici fanno uso “pro domo propria” (e male) della rete sono miopi o, se si vuole, non capiscono un ‘acca di cosa può fare la rete per il bene della gente.
    Un politico è chiamato a far politica (e non “partitica”), vale a dire amministrare al meglio le risorse per il bene pubblico.
    Il fatto grave è che la rete, data la valenza che ha assunto in tutto il mondo, non può fare a meno di decisioni che afferiscono alla sfera politica per investimenti, regolamentazioni e quant’altro. Se questo è vero, come possiamo sperare nel futuro, che è già presente, di uno strumento così importante se i decisori sono di così basso profilo? A parte il fatto che Grillo è un (ex) ottimo umorista e non vedo come possa occuparsi seriamente della cosa pubblica.