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Viviane Reding, così sarà l’Europa digitale

Viviane Reding ha dettagliato il percorso che l'UE intende fare per assicurare un'equilibrato approdo alla dimensione digitale del mercato europeo. Il Commissario predica anzitutto trasparenza, neutralità ed abbattimento delle frontiere per l'e-commerce

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L’Europa si è assunta un impegno: traghettare la comunità verso la nuova dimensione digitale, regolamentandone la crescita e guidando verso una realtà equilibrata e garante dei diritti degli utenti. Il percorso che l’UE intende compiere è stato dettagliato dalla commissaria europea per le comunicazioni Viviane Reding in occasione del forum “Consumer Privacy and Online Marketing: Market Trends and Policy Perspectives” (organizzato dal BEUC – European Consumers Organization), ove la Reding ha introdotto l’argomento con un accostamento del tutto significativo: così come 40 anni fa nasceva Internet, così come 20 anni fa cadeva il Muro di Berlino, oggi siamo ad un nuovo momento storico nel quale occorre porre la prima pietra per le piazze digitali che verranno.

La Reding, parlando anche a nome del Presidente Barroso, spiega come l’Unione Europea intende badare ai due pilastri che reggono oggi la crescita del Web: le aziende ed i consumatori. Entrambe le componenti vanno garantite nelle specifiche necessità poiché solo una regolamentazione moderna e valida sul settore può accompagnarne lo sviluppo in modo lineare. La riforma delle telecomunicazioni è in tal senso la base fondamentale da cui tutto prenderà forma. Per questo la Reding elenca quelle che sono le maggiori novità previste dagli accordi intessuti:

  • Ogni consumatore europeo, mantenendo sempre il medesimo numero, potrà cambiare operatore mobile nel giro di 1 giorno;
  • I consumatori riceveranno informazioni più chiare e concepibili relativamente all’accesso alle offerte; sulla base di un necessario presupposto di innocenza, l’UE dovrà monitorare sul rispetto di questi regolamenti;
  • I consumatori europei dovranno avranno maggior possibilità di scelta tra i provider per la banda larga disponibili;
  • Libertà e neutralità della rete sono parti integranti degli accordi stipulati;
  • Ci sarà maggior protezione contro furti di dati sensibili e spam;
  • Sarà possibile accedere da tutta Europa al numero unico di emergenza “112”;
  • Varie misure miglioreranno ed assicureranno una equa competizione a vantaggio di tutti gli utenti;
  • Una miglior gestione dello spettro radio migliorerà la copertura della banda larga.

Obiettivo ulteriore espresso dalla Reding (la quale solo 15 giorni or sono analizzava la situazione italiana in una intervista a Webnews con la quale, senza mai far riferimento specifico al nostro paese, ha ben lasciato intendere quali siano i doveri di innovazione a cui la nostra politica dovrebbe far riferimento) è nell’abbattimento delle frontiere dell’e-commerce. Solo il 7% degli scambi online, infatti, avviene tra paesi differenti e tutto ciò a causa di barriere legali, economiche o fisiche (lo stesso trasporto degli oggetti non è sempre garantito con semplicità ed efficienza).

Quello della Reding è un excursus completo sulla buona volontà dell’UE, ma il tutto si tramuta in appello nel momento in cui queste linee guida dovranno essere messe in opera. E trattasi di un appello: per l’industria, affinché si rispettino le indicazioni fornite nel nome della trasparenza e del rispetto dei diritti dei cittadini; per le autorità nazionali, affinché investano risorse a sufficienza per garantire l’applicabilità e la concretizzazione delle linee guida dell’Unione; per i paesi extra-UE, poiché in molti ambiti soltanto un accordo internazionale può porre fine a problemi che per loro natura non si esauriscono ai confini; per gli utenti, affinché facciano la propria parte impegnandosi a capire come tutelare sé stessi facendo leva sugli strumenti messi a disposizione dall’alto.

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