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Zingaretti: sia cambiato il Servizio Universale

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha dato il via a una raccolta firme affinché dalle istituzioni locali parta una proposta per portare la Banda Larga all'interno del Servizio Universale in qualità di diritto fondamentale del cittadino

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«Le numerose adesioni all’appello degli amministratori locali per il riconoscimento dell’accesso ad internet in banda larga come servizio universale, confermano che su questo tema c’è ormai un grande interesse e una larga condivisione, ed anche l’Italia è pronta ad avere una legge sul modello di quella che è stata approvata la scorsa settimana in Finlandia». Sono queste parole di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, il quale ha dato il via ad un vero e proprio appello congiunto che tenta di stimolare le istituzioni su di un obiettivo programmatico di grande rilievo e di difficile realizzazione: l’introduzione della Banda Larga all’interno dei servizi garantiti dal Servizio Universale.

La Finlandia ne ha fatta una promessa, il Regno Unito ne ha stilato un piano programmatico. In Italia le parole hanno finora coperto l’assenza di fatti concreti, ma il sentore di un fermento nuovo sembra permeare negli ambiti della politica ove proprio la banda larga è ormai diventato importante tema di dibattito. Con la scomparsa degli 800 milioni per il broadband le speranze son sembrate cadere, ma le proposte alternative per il richiamo dei privati alle proprie responsabilità stanno facendo capolino con il supporto della Cassa Deposito e Prestiti.

Zingaretti ora intende portare avanti una proposta concreta: fare in modo che il broadband possa divenire un diritto dei cittadini. Se passasse questo principio (da tempo invocato, ma i cui ostacoli verso la concretizzazione sono ad oggi uno spauracchio impossibile) la strada si farebbe in discesa poiché quella che è stata depennata come priorità assoluta diventerebbe improvvisamente il dogma numero uno dei prossimi investimenti statali. «Internet rappresenta ormai uno strumento essenziale di comunicazione, sapere, socialità, lavoro, fruizione di servizi di base che ogni cittadino ha il diritto di poter usare»: Zingaretti ha creato una apposita casella di posta presso la Provincia ove sta per essere raccolto l’appoggio di quanti intendono portare la propria firma sulla proposta di legge che verrà formalizzata:

«Come amministratori locali, quotidianamente impegnati nel confronto con le richieste dei cittadini e delle imprese dei nostri territori, siamo da tempo consapevoli della crescente importanza che internet ha assunto nella vita delle persone come indispensabile strumento di socialità, informazione e conoscenza, nonché come infrastruttura di collegamento per molte applicazioni o servizi, anche per servizi fondamentali legati alla medicina, alla mobilità, o all’ambiente.

Oggi, essere esclusi dall’accesso alla Rete significa vivere una nuova forma di disuguaglianza nella fruizione delle opportunità offerte dalla società globale. Non intervenire per ridurre questa disuguaglianza penalizza le nostre imprese e rende l’Italia meno competitiva nel mondo.

Per questo rivolgiamo un appello al Parlamento e al Governo affinché, anche in Italia, una legge dello Stato riconosca l’accesso ad internet in banda larga come “servizio universale” e quindi come diritto di tutti i cittadini, superando i limiti del D.P.R. 318/97 e aprendo un’ampia riflessione con tutti gli operatori, le istituzioni e le amministrazioni locali, gli attori economici e sociali per un modello di sviluppo dell’infrastruttura che valorizzi al meglio le risorse economiche e di rete, pubbliche e private, già presenti e che dovranno essere messe in campo.

Ci impegniamo, inoltre, su un tema così importante per il futuro del nostro Paese a sostenere, a partire dalle nostre amministrazioni, una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini per diffondere la conoscenza della Rete, delle sue opportunità, dei suoi diritti».

«Ringrazio le istituzioni che hanno aderito all’appello e quelle che aderiranno nelle prossime ore per essersi fatte portavoce di questo sentire comune. Nei prossimi giorni invieremo tutte le adesioni al Governo e al Parlamento per aprire un vasto confronto e arrivare ad una concreta proposta di legge». L’appello ha già raccolto le prime adesioni, tra le quali si annoverano nomi quali Vasco Errani (presidente della Regione Emilia Romagna), Maria Rita Lorenzetti (presidente della Regione Umbria), Vincenzo Bernazzoli (presidente della Provincia di Parma), Fabio Melilli (presidente della Provincia di Rieti), Stefania Pezzopane (presidente della Provincia de L’Aquila), Sergio Chiamparino (Sindaco di Torino) ed altri ancora. La rappresentanza è destinata ad aumentare ed il gruppo avrà la responsabilità di tramutare in proposta concreta quello che ad oggi è soltanto un impegno formale forgiato nel nome di una giusta causa.

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