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Come volevasi dimostrare

A pochi giorni dalla proposta del Nobel per la Pace a Internet, Maroni sostiene che la Rete sia oggi un canale importante di reclutamento, finanziamento ed organizzazione per le cellule terroristiche. A prescindere dalla bontà delle accuse, delle proposte di censura e di ogni altro discorso derivante, a proporsi con forza è l’interrogativo suggerito solo [...]

A pochi giorni dalla proposta del Nobel per la Pace a Internet, Maroni sostiene che la Rete sia oggi un canale importante di reclutamento, finanziamento ed organizzazione per le cellule terroristiche.

A prescindere dalla bontà delle accuse, delle proposte di censura e di ogni altro discorso derivante, a proporsi con forza è l’interrogativo suggerito solo pochi giorni or sono: come è possibile difendere la rete dalle sue colpe, quando al tempo stesso se ne vogliono premiare i meriti?

Internet è uno strumento, ed occorre difenderlo in quanto tale: senza colpa e senza merito, senza lode e senza infamia. La sua neutralità va difesa a spada tratta in quanto tale, poiché non determina alcun atteggiamento ed anzi ne è soltanto mezzo ed espressione. Premiare la Rete e promuovere la Rete non sono pertanto percorsi che vanno nella medesima direzione.

A distanza di pochi giorni già ci sono argomenti probanti per dimostrare le tesi portate avanti nei giorni scorsi. Per questo si è scelto in piena coscienza di non supportare l’iniziativa: difendere la Rete impone un approccio quanto più equilibrato possibile, soprattutto in un paese come l’Italia ove l’equilibrio è una virtù usata con eccessiva parsimonia.

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  • Sbalky

    Magari fosse “usata con eccessiva parsimonia”… almeno vorrebbe dire che molti ne conoscerebbero l’esistenza!

  • mex

    anche le piazze sono punto di icontro, dove si svolgono attività fraudolente, come pure i mercati, le fiere, i centri commerciali, i caffè ,le chiese, le chiudiamo tutte, o le sovegliamo, come già si fa adesso?????????

  • http://www.napontadalingua.pro.br Paolo Dodet

    Visto che stiamo discutindo dei concetti mi soffermerò su un concetto basico che l’affermazione di Maroni ha prepotentemente posto alla ribalta.

    Il Controllo.

    Nessuno vuole essere controllato, ma tutti vorrebbero essere al controllo di qualcosa: delle loro vite, delle vite altrui, del loro destino, dei destini altrui, ecc. ecc.

    Da un desiderio di questo tipo nascono proposizioni come quella di Maroni. La volontà di essere nella stanza dei bottoni e poter dire chi non può fare, dire, agire, pensare e chi, invece, può.

    Assurgere al posto di Dio o di un Deus ex Machina è il sogno di molti, forse di tutti, ma è un sogno pericoloso, un sogno che ci ha regalato molte atrocità nel passato, ce ne sta regalando molte nel presente e, per quanto visto, ce ne regalerà abbastanza nel futuro, perlomeno se dipende da Maroni, visto che gli piace giocare di Dio.

    Il gioco del controllo è un gioco pericoloso, visto che non è un gioco a mano unica. Chi controlla crea un circolo vizioso ed in questo circolo non è solamente fattore attivo, ma passivo, pure. Questo vuol dire che, nel gioco del controllo, chi controlla è a sua volta controllato dallo stesso sistema che ha contribuito a creare e che si sforza di mantenere.

    In questo gioco pericoloso i vincitori sono spesso vittime e non esistono risultati previsibili e quantificabili perché chi comanda in questo gioco è il controllo e non il controllatore/controllato. Il controllo assume una personalità come se fosse un essere vivo e avesse una dimensione propria, e lo fa grazie al potere che i poveretti che inventarono il gioco gli derono.

    L’ironia di tutto ciò è che, anche se il controllatore/controllato è una vittima, nella sua cecità saramagica, si crede protagonista e, tutto sommato, in controllo della situazione.

    Che tristezza!

  • http://www.ecobb.it EcoBB

    Anche le case, le strade, le piazze, le scuole, le chiese, le moschee, le pizzerie, le gelaterie sono importanti fonti di reclutamento, finanziamento ed organizzazione per le cellule terroristiche.
    Chiudiamo?

  • Ratamusa

    Tipiche stupidaggini dell’ignoranza mischiata con l’arroganza e al disprezzo degli elettori da parte di chi è al potere e non gradisce chi è di idee diverse.