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Su Wikileaks i messaggi inediti dell’11 settembre

Il sito Wikileaks ha da poco pubblicato un'enorme mole di messaggi inediti risalenti alle convulse ore dell'11 settembre 2001. I contenuti pubblicati offrono un nuovo punto di vista per analizzare gli eventi legati agli attentati terroristici negli USA

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A distanza di oltre otto anni dai tragici eventi dell’11 settembre 2001, il sito web collaborativo Wikileaks ha da poco avviato la pubblicazione di un’ampia serie di messaggi e documenti scambiati in quel martedì entrato nella storia per l’efferatezza e l’entità degli attacchi terroristici portati a termine sul suolo americano. Una cronaca minuto per minuto destinata a far discutere e sollevare non pochi dubbi sull’autenticità dei messaggi e sui rischi connessi alla protezione della privacy.

Stando alle informazioni fornite da Wikileaks, le comunicazioni intercettate e in pubblicazione ammonterebbero complessivamente a oltre 573mila righe e 6,4 milioni di parole. Una mole considerevole di materiale sulla cui provenienza aleggia ancora il mistero. I responsabili del sito web non hanno al momento fornito ulteriori informazioni sul metodo adottato per ottenere i messaggi, ma secondo numerosi osservatori i contenuti sarebbero genuini e in linea con alcuni scambi di informazioni già noti avvenuti nel corso delle convulse ore dell’11 settembre.

Il primo messaggio pubblicato risale alle 3 del mattino di quel doloroso martedì e fu dunque inviato quasi sei ore prima dell’inizio dell’attacco. Il contenuto delle comunicazioni spazia dai semplici avvisi di malfunzionamento di alcuni server allo scambio di numeri di telefono passando per messaggi maggiormente privati scambiati tra gli utenti. Alle 8:46, l’ora del primo schianto, un messaggio recita: «Market data inconsistent… Cantor API problem Trading system offline». È un avviso automatico che comunica il mancato funzionamento di un sistema collocato in un ufficio della Torre Uno del WTC. Intorno alle 8:50 il tenore delle conversazioni cambia: da pochi minuti la notizia del primo schianto al World Trade Center è di dominio pubblico e i messaggi riflettono l’angoscia, lo stupore e il dolore di una nazione sotto attacco.

Uno dei primi messaggi, inviato alle 8:50:25, recita laconico: «Un aeroplano si è schiantato nelle torri gemelle. Tremendo». Nei minuti successivi seguono comunicazioni analoghe provenienti da numerose fonti, come le testate di informazione. Una utente riceve dalla NBC il messaggio: «Sub: Txt: schianto aeroplano al World Trade Center di NYC – non ci sono dettagli – forniremo a momenti più informazioni». Nelle ore successive le corrispondenze divengono maggiormente caotiche e agli scambi di messaggi tra singoli cittadini si mescolano le notizie dei giornali, le comunicazioni delle forze dell’ordine, dei pompieri e delle istituzioni chiamate a proteggere il paese e la sicurezza dello stesso Presidente.

Secondo il giornalista Declan McCullagh della divisione News della CBS, i messaggi pubblicati su Wikileaks sarebbero stati principalmente raccolti dai network dei gestori Arch Wireless, Metrocall, Skytel e Weblink Wireless. Queste società offrono, o offrivano nel 2001, servizi legati alla trasmissione via wireless di messaggi su alcuni dispositivi come i cercapersone. I contenuti online potrebbero essere dunque il frutto di una illecita intercettazione dei messaggi scambiati l’11 settembre, oppure una copia dei contenuti archiviati dalle aziende incaricate di gestire lo scambio delle informazioni tra gli utenti.

La pubblicazione della nuova documentazione legata agli attacchi terroristici di AlQaeda non avrà probabilmente un grande impatto nell’immediato sulle ricostruzioni di quelle ore convulse. L’esame di tutti i record offerti da Wikileaks richiederà molto tempo e la mancanza di informazioni chiare sulle fonti potrebbe far nascere qualche perplessità sull’autenticità di alcuni messaggi. Infine, la presenza di numeri di telefono, nomi e cognomi, indirizzi e informazioni personali potrebbe costituire un serio problema sul fronte della privacy a tal punto da comportare la rimozione o la sospensione della pubblicazione di alcuni documenti.