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La Carta e la Legge

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Da una parte c’è la Carta per il Wifi libero, che chiede di intervenire sulla Legge Pisanu per abolire gli orpelli che vengono imposti in fase di registrazione. Dall’altra c’è la proposta di Legge Cassinelli-Concia, la quale propone un compromesso tra le necessità del Governo e quelle dei cittadini.

Tra le parti la scintilla non sembra essere scoccata. Spiega Sergio Maistrello, tra i proponenti della Carta, a proposito della proposta Cassinelli:


Lo dico senza giri di parole: a me il testo Cassinelli-Concia pare il classico compromesso all?italiana per accontentare superficialmente tutti senza di fatto cambiare nulla e procrastinare di anni ancora il problema. Tolta l?identificazione tramite cellulare, che snellisce semplicemente una procedura ritenuta necessaria soltanto in Italia (anche a Dubai, mi dicono), per il resto il testo non agisce in modo strutturale su nessuno dei freni che la legge Pisanu ha posto dal 2005 a oggi allo sviluppo della rete. Né mi aspetto che la discrezionalità di cui si vorrebbe rivestire il ministro dell?Interno cambi le sorti di una normativa che resta ottusa, vincolante e ispirata da una situazione di emergenza dichiaratamente temporanea. […]

La proposta Cassinelli-Concia agirebbe soltanto sull?identificazione fisica, che sarebbe sostituita con procedure più immediate grazie all?interazione con la sim card del telefono cellulare (per ottenere la quale abbiamo a suo tempo dovuto presentare la carta di identità). Questo renderebbe giusto un po? più agevole la gestione corrente dell?accesso WiFi, ma non cambierebbe la sostanza: per il gestore del servizio restano tutte le complicazioni burocratiche e amministrative. […]

Ciò che più mi turba è che la proposta Cassinelli-Concia fornisce una via d?uscita onorevole al governo e al parlamento, i quali non hanno né il tempo, né l?interesse, né la cultura digitale necessaria per comprendere l?effetto delle loro decisioni. […]

Non vi sfugga il legame: se scade la Pisanu, la proposta Cassinelli-Concia non ha più alcun motivo di esistere, perché altro non è che un emendamento a un articolo della Pisanu stessa. Una ragione in più per fare pressione contro la legge attualmente in vigore, dal mio punto di vista.

Stessa idea, diverso approccio. E la battaglia è pertanto immediatamente spezzata in due. Con un dubbio, ancora, rimasto senza una risposta: chi non ha firmato la proposta di legge, con quali motivazioni si è astenuto?

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