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Inarrestabile Call of Duty

Call of Duty: Modern Warfare 2 si conferma il "blockbuster" del momento abbattendo l'ennesimo record e confermandosi l'esperienza di intrattenimento di maggior successo di sempre. Activision predica modestia, ma conta ormai 3 miliardi di dollari

Inarrestabile. Call of Duty ha raggiunto ed abbattuto l’ennesimo record, attestandosi come un fenomeno vero e proprio che, a partire dal primo giorno sul mercato, ha immediatamente saputo stupire raccogliendo cifre che Activision può ora portare in dote nel momento in cui presenterà i conti agli investitori. La sesta puntata della saga, “Call of Duty: Modern Warfare 2” (voto GamesNations: 9.3/10), ha raccolto infatti 3 miliardi di dollari con oltre 55 milioni di unità vendute fin dall’esordio datato 2003.

«Se si considera il numero delle ore che la nostra utenza passa giocando a Call of Duty, è questa una delle esperienze di intrattenimento più viste della storia». Un gioco, quindi, a sfidare l’intero mondo dell’intrattenimento, con una saga di successo a maturare l’ennesimo record nonostante sia ormai il sesto appuntamento della medesima saga. I miglioramenti nella balistica ed una grafica ulteriormente migliorata hanno però fatto il miracolo: nonostante il rallentamento del settore ed il calo nella vendita delle console, Call of Duty ha saputo nuovamente sbancare il botteghino.

Activision ha predicato calma per evitare facili entusiasmi, ma i numeri confortano le sensazioni positive del momento. L’ascesa in borsa è al momento lenta, ma continua. Ed a trarre lucro dalle vendite v’è anche una catena come GameStop (la quale, recentemente, ha peraltro inaugurato anche i primi esperimenti di vendita online in vista di un futuro tutto da progettare per la vendita dei giochi senza supporto fisico): secondo i dati diramati, il gruppo ha venduto 2.5 milioni di copie del gioco, raccogliendo introiti maggiori di 1.7 milioni di dollari rispetto al trimestre precedente.

L’anno non è stato semplice nemmeno per il settore dei videogiochi. La Xbox ha iniziato da qualche mese a vivere una certa “stanchezza” dovuta al ciclo di vita della console, mentre Nintendo ha scontato il peso di una Wii che non si è ancora saputa reinventare procedendo sull’inerzia del successo passato (pur tornando a buoni livelli in concomitanza con il weekend del Ringraziamento). I dati in aumento della PS3 non hanno saputo compensare i problemi antecedenti, e si è arrivati così al Cyber Monday con una partenza lanciata peggiore rispetto al passato. Il software, però, potrebbe dare il “La” alla risalita: da Call of Duty ad Assassin’s Creed 2, fino ai titoli calcistici come FIFA 2010 e PES 2010, sembrano essere sui binari giusti.

Avviati nelle ultime ore, nel frattempo, i primi ban per i giocatori utilizzanti “cheat” durante le partite online: «Dall’account personale su Twitter di Robert Bowling, leader community di Infinity Ward, è stato reso noto che sono stati avviati i primi ban per i giocatori su PC di Call of Duty: Modern Warfare 2 che hanno fatto uso di cheat durante le partite multiplayer. La prima ondata ha coinvolto 2500 utenti, bannati attraverso la piattaforma Steam, che si vedono ora privati della possibilità di usufruire della modalità online del gioco, vero punto di forza della serie bellica in questione». La battaglia ai giocatori che non rispettano le regole è diventata un dogma assoluto per i gruppi che intendono tutelare nel tempo la monetizzazione della propria community online impegnata negli scontri in multiplayer.

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  • kaneda79

    Esperienza d’intrattenimento è un titolo troppo pretenzioso per un videogame che offre, in media, 5 ore di campagna single player; minestra riscaldata con gli avanzi del precedente capitolo di Infinity Ward, senza uno sviluppo dedicato su pc, grafica “colorita” ma non migliorata e con più mancanze che aggiunte. Il multyplayer poi, se nulla ha causato nell’esperienza di gioco dell’utenza console, ha invece completamente snaturato la controparte pc, di fatto tagliando fuori gli hardcore gamer con la pretestuosa, e in buona parte insensata (nonché fallimentare), giustificazione della lotta alla pirateria. Non una gravissima perdita data l’estrema qualita del precedente CoD4 e in prospettiva della futura pubblicazione di nuovi prodotti, ad opera di una concorrenza agguerrita, pronta a rubare terreno e giocatori al titolo Activision. Discorso quest’ultimo vero almeno sul piano qualitativo, dato che su quello economico CoD6 dimostra di non avere rivali. Peccato dimostri come un nome, un marchio, sia capace di vendere tanto nonostante uno sviluppo povero ed approssimativo: un vero peccato se si tiene conto di una trama capace di raggiungere picchi narrativi notevoli, talvolta epici, altri adrenalinici.
    Quest’anno Infinity Ward ha preferito monetizzare, lavorando poco e sfruttando il marchio, questo è indubbio; così come appare indubbio che i gamers, almeno in questo caso, siano capaci di giocare in maniera acritica, spinti forse più da un isitnto modaiolo che da una propensione al divertimento. Una strada pericolosa che, imboccata da capisaldi del panorama videoludico (com appunto è la serie CoD), rischia di trasformare in cinismo la vera missione di chi crea (e non distribuisce) videogiochi: divertire le persone.