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Finanziaria, uno spiraglio per la banda larga

Una mozione bipartizan (tra i firmatari Gentiloni e Barbareschi) approvata dalla Commissione Trasporti e Comunicazioni porta al Governo la richiesta di sbloccare, nella prossima seduta del CIPE, i milioni necessari per lo sviluppo della Rete a banda larga

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La Banda Larga potrebbe trovare spazio nella Finanziaria in discussione alla Camera. Durante la prima seduta gli ostacoli erano stati molti, ma era evidente la pressione che da più parti veniva portata su Tremonti affinché almeno 800 milioni di euro venissero stanziati per imprimere una svolta alla connettività italiana. In seconda lettura la Finanziaria ha subito molti cambiamenti, come da tradizione, ed in questo contesto la Banda Larga sembra essersi avvantaggiata rispetto ad altre urgenze per rimanere all’interno dei documenti in approvazione. Con una nota di particolare prestigio: la mozione è sorretta da firme bipartizan.

Che qualcosa si stesse muovendo è stato evidente nella seduta del 1 Dicembre presso la Commissione Trasporti ove le mozioni 7-00222 (Gentiloni Silveri: Sviluppo della banda larga e superamento del digital divide), 7-00232 (Crosio: Sviluppo della banda larga con particolare riferimento ai distretti industriali) e 7-00235 (Bergamini: piano di interventi per lo sviluppo della banda larga) hanno ricevuto immediata approvazione. A distanza di poche ore una nota, a segnalare la ferma volontà delle parti ad una azione radicale sul problema: «È stata approvata in commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera la risoluzione sottoscritta da Paolo Gentiloni del PD, Luca Barbareschi della PDL e dagli esponenti di tutti i gruppi parlamentari con la quale si chiede al Governo di sbloccare nella prossima seduta del Cipe i fondi congelati per lo sviluppo della banda larga.

Tra i firmatari anche Michele Meta, le cui dichiarazioni sono state raccolte dal sito ADUC: «L’approvazione della risoluzione bipartisan, e delle altre due presentate dalla Lega e dal PDL, conferma la volontà delle forze politiche di creare le condizioni per una spinta allo sviluppo delle reti di nuova generazione […] Garantire oggi l’accesso ad internet per tutti, vuol dire offrire un servizio di natura universale. Su questo punto, almeno in Parlamento, è possibile trovare convergenza. E la richiesta dello sblocco degli 800 milioni per la banda larga, dopo il voto di oggi, dovrebbe convincere il Governo ad intervenire sin dalla prossima riunione del CIPE, anche per sgombrare il campo da legittimi dubbi legati a riunioni tra membri dell’Esecutivo e vertici Mediaset sugli sviluppi legati alla banda larga ed al futuro di Telecom».

2400 le proposte in esame alla Camera. Il Governo deve trovare il modo di bilanciare le singole richieste e le disponibilità di cassa, anche in considerazione del fatto che le misure coperte dalle entrate dello scudo fiscale sono da una parte coperte da una sorta di cambiale, e dall’altra risultano appese ad un provvedimento una tantum che non garantisce copertura per gli anni a venire. A operazioni compiute, la palla tornerà al CIPE, presso cui giungono le nuove pressioni di Galateri di Genola a nome della Confindustria: «Ora confidiamo che gli 800 milioni di euro dal governo per la banda larga, che sembravano cancellati, tornino a essere disponibili, anche se non tutti insieme e in tranche successive». Da Galateri, però, giunge anche una bacchettata alle PMI italiane, in grave ritardo nell’accogliere le opportunità della Rete: «Nelle aziende sotto i dieci addetti troviamo il broadband solo nel 52% dei casi e solo l’11% di queste imprese acquista online e solo il 4% vende online […] Le piccole imprese non sono ancora riuscite a beneficiare dei vantaggi derivanti dall’utilizzo delle tecnologie digitali e dei servizi online e quindi non apprezzano l’utilità delle connessioni broadband».

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