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Denuncia Google, pretende la rimozione

Un cittadino australiano ha denunciato Google dopo che la sua immagine è comparsa su Google Images affiancata da immagini richiamanti la malavita locale. La colpa dell'algoritmo è quella di aver connotato le conseguenze di una vecchia sparatoria

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Il suo nome è Michael Trkulja. Il suo caso ha i connotati di una storia border line, con una denuncia destinata a far discutere i media senza tuttavia dire troppo di più circa le responsabilità dei motori di ricerca e del rispetto della privacy. Michael Trkulja, infatti, ha denunciato Google dopo essere scampato ad una sparatoria. La colpa di Google sarebbe stata quella di averne indicizzata l’immagine all’interno di Google Images.

Michael Trkulja è stato al centro di una sparatoria a St Albans, in Australia, nel Giugno del 2004. Secondo quanto riportato da CNet, durante una cena con l’anziana madre un malintenzionato avrebbe esploso un primo colpo di pistola prima che l’arma si inceppasse e l’aggressione andasse in fumo. Le indagini della polizia non hanno fatto chiarezza sul caso, creando attorno allo sfortunato protagonista il dubbio per cui potesse sussistere un qualche legame con la malavita locale. Negli anni successivi gli imprevedibili riflussi del caso avrebbero convinto Trkulja ad intervenire su di una situazione che si sarebbe resa insopportabile, sostiene il denunciante, a causa della memoria di Google e del suo algoritmo.

Cercando il nome di Trkulja su Google Images, infatti, l’uomo sarebbe stato affiancato da immagini relative al mondo della malavita. La presenza della sua foto su di un sito della Victoria Supreme Court, infatti, avrebbe causato l’indicizzazione, l’algoritmo avrebbe semplicemente messo assieme contenuti che la realtà dei fatti interconnette ed il tutto avrebbe così portato alla denuncia del sito ospitante, di Google Australia e di Google Inc.

Nella denuncia Michael Trkulja sostiene la necessità di difendere il proprio buon nome in qualità di organizzatore di eventi per la comunità degli ex-jugoslavi in Australia. Un primo contatto con Google nel mese di Ottobre non avrebbe portato ad alcuna modifica sui risultati del motore, negando così il diritto all’oblìo e la conseguente cancellazione delle immagini da Google Images. Nessuna richiesta in particolare: Michael Trkulja chiede soltanto la rimozione del materiale ed il rimborso delle spese legali.

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