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Microhoo è cosa fatta

Microsoft e Yahoo hanno definitivamente chiuso il contratto che porterà Bing su Yahoo e e gli spazi di quest'ultimo nelle mani dell'armata pubblicitaria Microsoft. Prima che Microhoo si concretizzi manca soltanto l'approvazione da parte del'antitrust

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Da poche ore Microhoo è a tutti gli effetti una realtà ufficiale. L’annuncio si è fatto attendere: le parti hanno infatti recentemente chiesto un rinvio, spiegando che i dettagli da definire erano tanti e tali da imporre ulteriori trattative, ulteriori affinamenti ed ulteriori incontri. Fin da subito le parti avevano però chiarito come nessun problema fosse intercorso e che la firma definitiva sarebbe avvenuta presumibilmente entro l’inizio del 2010. Così è stato.

L’ufficializzazione definitiva è avvenuta tramite un comunicato stampa Yahoo: «Yahoo e Microsoft Corporation annunciano oggi che i gruppi hanno finalizzato e reso eseguibile il definitivo Search and Advertising Services and Sales Agreement and License Agreement in accordo con la lettera di accordo annunciata nel mese di Luglio. Le parti hanno diramato il seguente annuncio congiunto: “Microsoft e Yahoo credono che questo accordo creerà una sostenibile e valida alternativa nella ricerca e potrà offrire ai consumatori, agli advertiser ed agli editori un scelta reale, maggior valore e maggiore innovazione. Yahoo e Microsoft salutano il supporto che l’accordo ha ricevuto dai player chiave nell’industria della pubblicità ed auspicano he la chiusura della transazione possa avvenire entro i primi mesi del 2010».

Il primo Febbraio del 2008 Microsoft avanzò la propria offerta di acquisto nei confronti di Yahoo. Da allora son passati quasi due anni, nei quali il top management di Sunnyvale si è negato alle avance di Redmond e quest’ultimo ha benedetto un diniego che la crisi economica avrebbe reso indigesto. Quella che doveva essere una acquisizione allora, è oggi un accordo decennale basato sul Search Advertising, con Bing che approda su Yahoo e quest’ultima a cedere a Microsoft una piccola parte degli introiti derivati.

A firma avvenuta, rimane soltanto un passaggio: l’approvazione da parte dell’antitrust. Negli Stati Uniti in modo particolare l’operazione è ancora in fase di valutazione, lasciando pertanto le parti in attesa. Microsoft nei giorni scorsi si è detta convinta del fatto che, una volta a regime, l’operazione porterà ad entrambi i gruppi una crescita a doppia cifra. Servirà comunque tempo: l’antitrust prima, l’integrazione dei servizi poi, la rincorsa a Google infine.

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