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Real-time? No, social-time

Per comodità lo abbiamo scritto tutti: Google ha avviato le ricerche in real-time sul proprio motore introducendo un box nel quale scorrono i risultati prelevati da social network quali Facebook, Twitter ed altri. A ben pensarci, però, il “real-time” non è una definizione appropriata. Questo perché i risultati non sono in tempo reale per l’intero [...]

Per comodità lo abbiamo scritto tutti: Google ha avviato le ricerche in real-time sul proprio motore introducendo un box nel quale scorrono i risultati prelevati da social network quali Facebook, Twitter ed altri. A ben pensarci, però, il “real-time” non è una definizione appropriata. Questo perché i risultati non sono in tempo reale per l’intero web e, soprattutto, l’unica discriminante è la fonte. Google, insomma, ha introdotto un box “social” che si affianca alle news ed agli altri risultati, posizionando così sulla pagina un nuovo ulteriore elemento che approfondisce il viaggio all’interno della query.

Ripensare a questo modulo, però, impone una ridefinizione doverosa. Lo si chiami “social-time“, quindi: contenuti e tempi sono quelli della “dimensione social“, organizzati in un flusso “real-time” che però trae totale nutrimento dai tempi e dagli interessi degli utenti. Non è un orologio a dettare il ritmo, ma lo scandirsi delle emozioni, delle segnalazioni, dei tweet e degli aggiornamenti di stato.

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  • http://www.napontadalingua.pro.br Paolo Dodet

    Non è un orologio a dettare il ritmo, ma lo scandirsi delle emozioni, delle segnalazioni, dei tweet e degli aggiornamenti di stato.

    Real-time, per quello che mi è dato di capire, vuol dire che la realtà del tempo, il tempo “reale”, è quello scandito dalle emozioni, dalle segnalazioni, dai tweets e dagli aggiornamenti di stato, non dall’orologio, quindi, per quello che hai acutamente segnalato, il nome è correttissimo. Non credi?

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Quando penso al “real-time” mi viene da pensare ad una cosa aggiornata momento per momento. E’ dunque il tempo a scandire gli aggiornamenti.

    Per “social-time” intendo invece una cosa aggiornata quando succede. Sono dunque gli utenti a scandire gli aggiornamenti.

    Un fatto molto popolare sarà aggiornato su Google ogni secondo. Un tema di nicchia sarà aggiornato una volta ogni tanto.

    Entrambi sono in real-time, ma la differenza nel ritmo è scandita dal “social-time”.

    Che poi la differenza è soltanto nella definizione. Io stesso, infatti, nell’articolo ho usato “real-time”. Perchè all’apparenza è così. Ma nella realtà sarebbe scorretto pensare al tempo come metrica per la valutazione del servizio

  • http://www.napontadalingua.pro.br Paolo Dodet

    In termini di correttezza della definizione, debbo dire che hai perfettamente ragione, non ce ne sarebbero dubbi, oltretutto.

    Quello che ha fatto scaturire il mio commento è stata la voglia di giocare un po’ con le parole. “Real” e “unreal”, “real” e “actual”, che sia in inglese che in italiano si prestano a molti “quid pro quo”.

    Tanto che sarebbe, in inglese stavolta, molto piú corretto parlare di “actual-time” invece che “real-time”, se me lo consenti. Ovvio.

    “Actual” perché, come giustamente dici tu, la cosa si aggiornerebbe solamente quando ci sarebbe qualcosa che succede nell’ambito del fatto in questione, quindi la parola “actual” sarebbe la piú consona, secondo me, chiaro.

    Ciao

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Vero! Ottima osservazione. Peraltro “real-time” non nasce come espressione italiana, dunque partire da una definizione inglese è la cosa filologicamente più opportuna.