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Apple vede e rilancia: 13 brevetti contro Nokia

Nokia ha giocato la propria puntata: 10 brevetti contro Apple, cercando di vincere la propria mano contro l'iPhone. Apple però ha alzato la posta, scommettendo 13 brevetti contro Nokia. Il caso potrebbe chiudersi con un accordo preliminare alla sentenza

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Denuncia e controdenuncia. Accusa e controaccusa. La sfida tra Nokia ed Apple si è spostata sul lato legale nel momento stesso in cui Nokia ha mosso il primo passo ed Apple è andata all’attacco per potersi difendere meglio. Con una reazione tipica per ogni caso di violazione di proprietà intellettuale, la parte accusata mette sul tavolo una denuncia uguale e contraria: sarà una giuria a decidere chi e come ha commesso il peccato peggiore. Ma spesso il caso si ferma un attimo prima della sentenza perché un accordo preliminare è spesso la migliore delle soluzioni per entrambi i contendenti.

Secondo i legali Apple la denuncia Nokia per 10 presunte violazioni di copyright sarebbe priva di significato e, soprattutto, finalizzata ad ottenere un accordo con Cupertino per poter accedere ad alcune specifiche proprietà intellettuali. L’obiettivo ultimo, contesta Apple, è trarre una posizione concorrenziale di vantaggio nella sfida tra i due gruppi, tentando di recuperare sul piano legale quel che è andato perduto a livello di vendite. Prima che un accordo possa prendere forma, però, ci vorrà molto tempo ancora: le carte sono appena state messe sul tavolo ed ognuna delle due parti in causa è pronta a vendere cari i propri brevetti.

Se Nokia ha dalla propria 10 brevetti, Apple ha voluto alzare la posta contestando invece ben 13 diverse violazioni:

  • No. 5,634,074
    «Serial I/O device identifies itself to a computer through a serial interface during power on reset then it is being configured by the computer»;
  • No. 6,343,263 B1
    «Real-time signal processing system for serially transmitted data»;
  • No. 5,915,131
    «Method and apparatus for handling I/O requests utilizing separate programming interfaces to access separate I/O services»;
  • No. 5,555,369
    «Method of creating packages for a pointer-based computer system»;
  • No. 6,239,795 B1
    «Pattern and color abstraction in a graphical user interface»;
  • No. 5,315,703
    «Object-oriented notification framework system»;
  • No. 6,189,034 B1
    «Method and apparatus for dynamic launching of a teleconferencing application upon receipt of a call»;
  • No. 7,469,381, B2
    «List scrolling and document translation, scaling, and rotation on a touch-screen display»;
  • No. RE 39, 486 E
    «Extensible, replaceable network component system»;
  • No. 5,455,854
    «Object-oriented telephony system»;
  • No. 7,383,453 B2
    «Conserving power by reducing voltage supplied to an instruction-processing portion of a processor»;
  • No. 5,848,105
    «GMSK signal processors for improved communications capacity and quality»;
  • No. 5, 379,431
    «Boot framework architecture for dynamic staged initial program load».

Bruce Sewell, consigliere generale Apple, ha spiegato gli intenti bellicosi del proprio gruppo: «gli altri gruppi devono competere con noi inventando le proprie tecnologie, non solo rubando le nostre». Difficile però interpretare tali parole come una semplice sfida legale a sé stante nei confronti della concorrenza: il tutto evidenzia piuttosto un braccio di ferro in pieno svolgimento, con una forte tensione sviluppatasi tra gli apparati legali dei rispettivi gruppi. La controdenuncia è una risposta a tutti gli effetti, un modo per avere una leva contrattuale migliore nel momento in cui bisognerà giungere ai ferri corti.

Secondo Gene Munster, analista Piper Jaffray esperto di cose Apple, Nokia sarebbe semplicemente interessata a ricavare una piccola percentuale di guadagno per ogni singolo iPhone immesso sul mercato. Altri analisti puntano invece sull’accesso alla proprietà intellettuale altrui come chiave per rilanciare la competizione facilitando lo sviluppo. La trattativa abbia ora inizio.

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