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Steve Jobs sfida AT&T, ma è quello finto

Dalle pagine del proprio blog, Fake Steve Jobs ha invitato gli utenti dell'iPhone con contratto AT&T a intasare la rete del gestore di telefonia nella giornata di domani. Un'iniziativa, ora ridimensionata, per protestare contro le carenze dell'operato

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Il colosso delle telecomunicazioni AT&T e Fake Steve Jobs, l’alter ego del CEO di Apple probabilmente interpretato dal giornalista Daniel Lyons, sono ai ferri corti. Nel corso degli ultimi giorni, dalle pagine del proprio blog il finto Jobs ha invitato gli utenti degli iPhone con contratto AT&T a intasare nella giornata di domani la rete dell’operatore mobile con continue richieste per il traffico dati. Una vera e propria protesta contro la compagnia telefonica, accusata di fornire un servizio scadente sul fronte del download dei dati ai propri utenti, nonostante le martellanti campagne pubblicitarie che affermano sostanzialmente il contrario.

«Proprio qui nel nostro cortile, una società americana crea un geniale telefono, e la stessa compagnia ve lo offre e vi concede un accordo in esclusiva – e tutto quello che voi riuscite a fare è lamentarvi per l’alto numero di persone che lo vogliono utilizzare. Tu, Randall Stephenson, e la tua stupida azienza, siete voi il problema. Siete voi quelli sbagliati in questo paese» scriveva alcuni giorni or sono Lyons/Jobs sul proprio blog indirizzandosi ai responsabili di AT&T. Dalle parole, il finto CEO di Apple è successivamente passato ai fatti proponendo ai propri lettori l’iniziativa battezzata Operation Chokehold per mettere in difficoltà l’operatore telefonico.

La protesta, una sorta di attacco DDoS, dovrebbe verificarsi nel corso della giornata di domani per almeno 60 minuti. La proposta di Lyons è stata adottata e diffusa online sui blog e sui social network da numerosi utenti iPhone scontenti del servizio offerto da AT&T, attirando infine l’attenzione dei media e della medesima compagnia telefonica. Attraverso un comunicato ufficiale, l’operatore ha stigmatizzato l’iniziativa del finto Jobs ricordando che «non c’è nulla di divertente nell’invitare gli utenti a compromettere deliberatamente i servizi forniti attraverso una rete che offre sistemi di comunicazione critici per oltre 80 milioni di clienti. Sappiamo che la maggior parte dei nostri clienti vedrà questa azione per quello che è: un tentativo irresponsabile e inutile per attirare un poco di attenzione verso un blog».

In seguito all’attenzione suscitata e alle dichiarazioni di AT&T, Lyons ha successivamente aggiustato il tiro cercando di chiarire la propria posizione e la natura della provocazione. Secondo il finto Steve Jobs, infatti, la grande risonanza mediatica ottenuta dalla Operation Chokehold si configura già come una vittoria, anche perché la protesta vera e propria prevista per domani avrebbe probabilmente influito poco sulle prestazioni della rete di AT&T. Il blogger ha comunque invitato gli utenti a non demordere e ad attivarsi per realizzare alcuni flash mob dinanzi ai negozi dell’operatore e per boicottare in alcune ore del giorno il network limitando l’uso degli iPhone.

Le dichiarazioni del finto Steve Jobs su AT&T toccano un nervo scoperto per il vero Steve Jobs. Il celebre CEO è consapevole del malcontento degli utenti statunitensi, spesso impossibilitati a sfruttare al meglio le potenzialità dei loro iPhone a causa delle carenze strutturali in alcune aree della rete dell’operatore telefonico. Nonostante le promesse formulate nel corso degli ultimi mesi da AT&T, numerosi utenti rilevano come i progressi raggiunti siano ancora marginali e attendono da tempo un maggiore impegno da parte di Apple per risolvere la situazione attraverso una politica più incisiva nei confronti di AT&T o la ricerca di nuove soluzioni alternative.

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