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Maroni, Schifani e Facebook: il giorno dopo

Nell'ultimo Consiglio dei Ministro Roberto Maroni ha proposto un gruppo di lavoro per elaborare un codice di autoregolamentazione per la Rete. Intanto si solleva un coro di reazioni alle dichiarazioni di Renato Schifani contro Facebook

Giornate intense quelle che legano la Rete alla politica. Inizia tutto con il Consiglio dei Ministri, nel quale il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha illustrato la propria idea di intervento per regolamentare alcune libertà sul Web. Della proposta si è saputo poco o nulla, ma è stata così illustrata nella comunicazione ufficiale diramata al termine del CdM:

«Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha illustrato al Consiglio i contenuti di un disegno di legge che prevede disposizioni di contrasto alla diffusione di reati attraverso internet, con obiettivo di rimuovere dal web eventuali contenuti illeciti. A questo proposito il disegno di legge disporrà la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un gruppo di lavoro a cui parteciperanno rappresentanti dei fornitori di connettività e di servizi internet per elaborare un codice di autoregolamentazione teso ad evitare che contenuti illeciti vengano pubblicati su internet. Il provvedimento prevede anche disposizioni tese a modificare la disciplina in materia di riunioni pubbliche. L’esame del disegno di legge proseguirà nella prossima seduta del Consiglio».

Ciò che più ha fatto discutere, però, sono le dichiarazioni di Renato Schifani, il quale ha fatto riferimento a Facebook con una analogia particolarmente pungente, mettendo uno affianco all’altro il social network ed i gruppi di protesta nati negli anni di piombo. Molte le repliche stizzite alla presa di posizione del Presidente del Senato, contro cui anche la stessa Facebook oppone le proprie argomentazioni affidate a Repubblica: «Facebook è ampiamente usato per sostenere buone cause, e tante persone in tutto il mondo lo sfruttano per migliorare la società. Quando le opinioni espresse sul nostro sito si trasformano in dichiarazioni di odio o minacce contro le persone, rimuoviamo i contenuti e possiamo anche chiudere gli account dei responsabili. Ma la realtà è che, purtroppo, l’ignoranza esiste, dentro e fuori da Facebook, e non sarà sconfitta nascondendola, ma piuttosto affrontandola a viso aperto».

Pierluigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha espresso una opinione in linea con quanto espresso già da Gianfranco Fini poche ore prima: «Noi siamo per l’applicazione delle norme vigenti, per i presidi a tutela della libertà di informazione al di qua di comportamenti devianti ma non siamo certo per limitare la libertà di espressione». Le regole ci sono già, quindi, e l’imposizione di nuove leggi deve essere valutata con estrema cautela. Molto più caustica l’Italia dei Valori: «Schifani la pensa come Ahmadinejad, HU Jintao e Al Bahir, i presidenti di Iran, Cina e Sudan, dove Facebook è messo al bando. Al presidente del Senato ricordiamo che Facebook non è un pericolo per la democrazia, ma una preziosa risorsa, un social network per la circolazione delle idee e delle conoscenze, per l’aggregazione e la socialità. Solo i regimi totalitari e oscurantisti vedono in internet un pericolo, per tutti gli altri è una ricchezza».

La proposta di legge (Maroni ha preannunciato che non si procederà per decreto) è stata discussa trovando generale approvazione al CdM, ma senza incontrare unanimità nell’assenso ufficiale agli strumenti identificati per permettere alla magistratura di fermare pagine specifiche della Rete.

Se vuoi aggiornamenti su Maroni, Schifani e Facebook: il giorno dopo inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.ennioberti.it ennio

    Società del cavolo, ogni volta sappiamo mettere in evidenza solo il peggio di questo mondo. Schifani poteva starsene zitto.

  • sante

    berlusconi e i suoi tirapiedi hanno ormai passato il segno da tempo e andrebbero castigati. É _inammissibile_ che questo sporco governo non si occupi di fare altro che vigliaccate totalmente anticostituzionali e manovre evasive per evitare ai propri esponenti di finire in galera. ora vogliono anche la censura automatica, ma ad essi non intersssa la repressione dei reati… questi gaglioffi vogliono sterilizzare il dissenso e renderlo invisibile. questa gente del governo berlusconi é difficile da definire ma credo che si avvicini di molto al male puro.

  • Stefano

    In qualsiasi democrazia l’incitazione alla violenza, deve essere controllata, ed è giusto che il governo lo faccia, cio non significa che chiuderanno Facebook, ma semplicemente certi contenuti eccessivi e violenti di poche pagine.
    Si continua a dire che questo è un regime, è la cosa più ridicola che spesso mi fa dubitare dell’intelligenza di chi lo sostiene.
    Se accendi la televisione, su tutti i canali, ma dico proprio tutti (ad eccezione di rete4 e del poco credibile Emilio Fede) si parla solo male di Berlusconi, la nostra televisione è monotematica, tutti contro Berlusconi e tutti che dicono Berlusconi limita la libertà.
    E’ un paradosso di stupidità, tutti parlano male di berlusconi e tutti dicono che c’è la dittatura… fa quasi ridere.
    Io credo che sicuramente Berlusconi ha commesso dei reati , come tutti gli imprenditori italiani di un certo livello, però se fosse entrato in politica e si fosse schierato a sinistra, non avrebbe subito 5000 cause.
    Forse mi sbaglio, chissà.
    Di certo Berlusconi non è da stimare piu di tanto, ma arrivare a dire che è un dittatore e che va contro la democrazia è la cosa piu stupida che si possa dire.
    Io credo che l’Italia abbia bisogno di politici esperti e capaci, e credo che Berlusconi anche se ha commesso reati e commette molti errori, è un uomo abituato a lavorare seriamente, è determinato , trascina il popolo. Quindi meglio lui di un politicante di sinistra che non ha alcuna esperienza in campo economico. Berlusconi imbrogliano qualcosa dell’economia l’avrà imparata, e per poter proteggere i suoi interessi ha anche l’interesse di difendere l’economia italiana. E’ stupido sparare a zero contro Berlusconi, tanto per ora non se ne va, dobbiamo solo sperare che non faccia troppi danni ma che riesca ad ottenere qualcosa di buono.

    Ciao a tutti

  • marco

    @stefano, guarda che se te o schifani vi degnevate di usare facebook 5 minuti vi accorgevate che vi è un bellissimo link per segnalare i contenuti non corretti (ad esempio perchè violenti o denigratori verso una persona), lo staff di fb entro qualche giorno in cui fa gli appositi controlli prevede alla rimozione.

    In generale (cioè per facebook o qualsiasi altro sito) vi sono già delle leggi x cui tramite la magistratura si può imporre il blocco alle pagine
    aventi un contenuto illegale (ovviamente ciò non vale se il server è ospitato in qualche stato estero in cui la giuristizione italiana non ha potere no, ma ciò vale a prescindere da qualsiasi legge che il parlamento possa emettere).

    Per quanto riguarda il regime (parola che anche per me è esagerata) non devi veder se la gialappa o striscia prende x il culo il berlusca, quello non vale niente (figurarsi se qualche battuta sposti i voti), il problema son tutte le cose che vengon dette sfalsate (o proprio non dette), in particolare dai telegiornali (che sincermaente a parte rai 3 e la7 son tutti o – sfacciatamente di propaganda pro governno).
    Secondo te perchè Berlusca ha cacciato Santoro/Luttazzi/etc e non la gialappa/zelig? semplice perchè loro parlavano di fatti, sono i fatti ciò che fa decidere la gente se votare/rivotare un politico, finchè Berlusconi ha questo controllo dei media la maggior parte dell’elettorato ha una visione sfalsata della realtà che lo riguarda (perchè purtroppo la televisione è x la maggior parte degli italiani l’unico/il maggior media tramite cui informarsi)

  • http://nulll.netsons.org nulll

    Io penso con la storia dell’attacco a Berlusconi hanno preso la palla al balzo per cercare di colpire la liberà di informazione sulla Rete.

    Penso anche che sia RIDICOLO accostare i gruppi su Facebook ai gruppi di protesta anni 70… a dir poco RIDICOLO…

    La verità è che un gruppo Facebook che inneggia all’uccisione di Berlusconi vale come uno che seduto ad un tavolino di un bar con gli amici attorno dice “Io Berlusconi lo ammazzerei”… tutta questa storia è solo un viscido pretesto per colpire la libertà di informazione e chi non la pensa come loro.

    mi viene il vomito…

  • mex

    come gia molte volte scritto INTERNET è una piazza , in cui può entrare tutto il mondo, prima lo si capisce prima si evita di proporre leggi disgustose.
    Ennio , Sante,Stefano ,Marco,Nulll, esprimono le loro opinioni.
    Se nel mio sangue, scorre il virus della democrazia; interloquisco , con nuove proposte, nuove idee,magari smentendoli, con altri fatti,=”"democrazia”"
    se nel mio sangue scorre il virus del tirannia, li cancello ,li oscuro, in modo semplice ,immediato, e a MIA DISCREZIONE.

  • Giulio

    Internet libero!

  • michele

    ma siamo pazzi a voler tappare la bocca a strumenti di socializzazione?

  • Bruno

    La cosa strana di questo governo è che è composta in larga parte da siciliani.
    In Sicilia ci sono delle ottime persone e non tutti sono mafiose, ma il fatto che qualsiasi nomina debba riguardare siciliani mi da pensare.
    Vediamo i fatti e non le parole.
    Ci sono da fare ministri e sottosegretari, la maggior parte sono siciliani.
    Ci sono da dare soldi per opere pubbliche mandiamoli in Sicilia a fare opere inutili e pericolose come il ponte sullo stretto.
    Ci sono da fare nomine, nominiamoli siciliani.
    Ci sono da fare comandanti nelle forze armate? Sicilia, Sicilia e ancora Sicilia.
    Ci sono da nominare prefetti? Ancora Sicilia, Sicilia, Sicilia.
    Ci sono da fare presidenti consiglieri di amministrazione, liquidatori ecc. ecc. Ancora Sicilia Sicilia, Sicilia.
    La cosa non mi quadra.
    E’ possibile che regioni come la Toscana, Marche Emilia Piemonte Sardegna siano così smaccatamente sottorappresentate?
    Schifani è uno di questi prodotti mal scelti ed ora ha la faccia tosta anche di dettare le leggi per limitare la libertà.