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RIM, trimestre da leoni grazie ai BlackBerry

Grazie all'alto volume di vendite dei propri BlackBerry, RIM ha fatto registrare una crescita dei guadagni pari al 59% nel corso dell'ultimo trimestre. Sono oltre 10 milioni i terminali venduti nel periodo di riferimento, ma le sfide non mancano

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L’alto volume di vendite dei BlackBerry ha consentito a RIM di incrementare sensibilmente i propri guadagni nel corso dell’ultimo trimestre. Stando ai dati da poco forniti dalla società, il periodo concluso lo scorso 30 novembre ha fatto registrare un aumento pari al 59% su base annua dei guadagni. RIM ha guadagnato circa 628 milioni di dollari, una cifra considerevole specie se confrontata con i 396 milioni di dollari conquistati dalla società nel corso del medesimo trimestre dello scorso anno.

La buona prestazione è stata resa possibile dal considerevole aumento delle vendite e degli iscritti ai servizi offerti da RIM. Il produttore ha infatti venduto 10,1 milioni di smartphone e ha portato sotto la propria ala circa 4,4 milioni di nuovi abbonati. Dati al di sopra delle più rosee aspettative degli analisti, che per il trimestre preso in considerazione avevano ipotizzato un massimo di 9,5 milioni di nuovi dispositivi venduti e una cifra non superiore a 4,1 milioni per i nuovi iscritti ai servizi RIM. Il trimestre favorevole ha consentito alla società di registrare un sensibile aumento anche nei ricavi ora giunti a quota 3,92 miliardi di dollari con una crescita su base annua pari al 41%. Nel medesimo trimestre dello scorso anno, i ricavi si attestarono infatti intorno ai 2,78 miliardi di dollari.

«Il lato consumer sta crescendo molto velocemente. Non si può dire che questo non sia un comparto competitivo con grandi società che cercano di fare il loro meglio, eppure siamo ancora al primo posto» ha dichiarato con soddisfazione Jim Balsillie, co-Chief Executive di RIM, commentando le prestazioni dell’ultimo trimestre del celebre produttore dei BlackBerry. Il top manager ha poi sottolineato le buone prestazioni della società anche al di fuori degli Stati Uniti: il 37% dei ricavi proviene dai paesi non USA dove sono commercializzati i terminali RIM e ormai circa un terzo degli iscritti ai servizi non sono clienti statunitensi.

I dati sulle ultime prestazioni dovrebbero consentire alla società di recuperare terreno anche sui mercati azionari. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, RIM ha registrato una sensibile contrazione del proprio titolo in Borsa a causa della sfiducia da parte di alcuni investitori, preoccupati per il destino della società alla luce del notevole successo di Apple con il proprio iPhone. Nel proprio trimestre più recente, la società di Cupertino è riuscita a consegnare circa 7,4 milioni di nuovi smartphone segnando un importante avanzamento nel comparto.

Gli analisti ripongono molta fiducia nel sistema iPhone – App Store per scaricare e installare nuove applicazioni per estendere le funzionalità del proprio terminale. Anche i BlackBerry sono dotati di un sistema simile, ma al momento le applicazioni sono ancora poche e il loro utilizzo risulta in alcuni casi macchinoso e poco intuitivo. In compenso, RIM mantiene la propria leadership sul fronte della messaggistica con funzionalità e servizi molto apprezzati dagli utenti. Come dimostrano le ultime prestazioni nel comparto consumer, la società possiede buoni margini di manovra per mantenersi competitiva, a patto di innovare e migliorare la distribuzione delle applicazioni.

I dati sull’ultima trimestrale di cassa sono giunti in una giornata molto particolare per RIM. A causa di un serio problema tecnico, per alcune ore gli account email del Nord America sono risultati irraggiungibili. Tale condizione ha impedito a milioni di utenti di gestire la propria posta elettronica attraverso i principali operatori telefonici sia negli Stati Uniti sia in Canada. Dopo alcune ore di servizio a intermittenza, gli account sono tornati disponibili, ma RIM non ha fornito informazioni dettagliate in merito. Blackout analoghi si sono verificati anche nel corso del 2007 e del 2008 per alcune ore, solitamente in concomitanza con l’introduzione di alcuni aggiornamenti per aumentare la capacità delle infrastrutture per supportare al meglio gli alti volumi di traffico.

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