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Garante per la Privacy, regole sui referti via mail

Il Garante per la Privacy ha approvato le Linee Guida che regoleranno con un vero e proprio protocollo le modalità di invio di referti sanitari tramite posta elettronica. Il messaggio sarà protetto da password, crittografia ed alte misure di sicurezza

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La conversione al digitale del sistema sanitario comporta nuove immense opportunità, importanti tagli nei tempi e nei costi della burocrazia, ma anche nuove sfide da affrontare. L’uso di comunicazioni digitali invece che cartacee, ad esempio, implica l’uso di nuovi strumenti, diverse modalità di trasmissione e determina pertanto la ridefinizione delle regole e dei protocolli. Il Garante per la Privacy lo dice ad esempio a chiare lettere: «Analisi del sangue, radiografie e referti medici direttamente sul pc di casa, invece che lunghe file agli sportelli delle Asl e dei laboratori, ma solo con il consenso dell’assistito e con l’uso di password».

Secondo quanto comunicato, «Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato le “Linee guida in tema di referti on line” che fissano rigorose misure a protezione dei dati sanitari dei pazienti che intendono utilizzare questo servizio, ricevendo il referto via mail o “scaricando” gli esami clinici direttamente dal sito web della struttura sanitaria. Già da tempo diversi laboratori, cliniche e ospedali offrono servizi di consultazione elettronica dei referti, ma l’assenza di una normativa che disciplini questa nuova modalità di consegna ha reso necessario l’intervento del Garante affinché questo importante ed innovativo processo di ammodernamento tecnologico della sanità pubblica e privata proceda seguendo regole chiare ed uniformi. Come è avvenuto per il Fascicolo sanitario elettronico, anche in questo caso l’Autorità ha svolto un ruolo di supplenza in attesa di una legislazione adeguata».

Il Garante impugna pertanto il problema e fa propria la responsabilità di proporre una soluzione istituzionale alla tutela della privacy. La formulazione delle Linee Guida è stata portata avanti tenendo conto delle osservazioni apportate dagli operatori del settore, ed impongono in modo particolare alcuni punti fermi:

  • «L’adesione al servizio dovrà essere facoltativa e il referto elettronico non sostituirà quello cartaceo che rimarrà comunque disponibile. L’assistito dovrà dare il suo consenso sulla base di una informativa chiara e trasparente che spieghi tutte le caratteristiche del servizio di “refertazione on line”»;
  • «Il referto resterà a disposizione on line per un massimo di 45 giorni e dovrà essere accompagnato da un giudizio scritto e dalla disponibilità del medico a fornire ulteriori indicazioni su richiesta dell’interessato»;
  • «Per fornire il servizio, le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare elevate misure di sicurezza tecnologica (utilizzo di standard crittografici, sistemi di autenticazione forte, convalida degli indirizzi e-mail con verifica on line, uso di password per l’apertura del file) e, nel caso offrano la possibilità di archiviare e continuare a consultare via web i referti, dovranno anche sottoporre ai pazienti una ulteriore specifica informativa e acquisire un autonomo consenso».

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