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Yahoo e Virgilio: il ritorno dei portali?

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I passaggi d’anno sono l’occasione buona per fare dei bilanci. I casi di Yahoo e Virgilio, che all’epoca del Web 1.0 si affermarono come canali d’accesso alla rete, offrono l’occasione per discutere sull’evoluzione e sul futuro dei “portali” nel Web 2.0. Della nuova home di Yahoo e del nuovo brand “Y!ou” sono già state scritte alcune cose, ma è il caso di approfondire.

L’attuale home page di Yahoo si caratterizza per la barra di navigazione personalizzabile a sinistra, comodo accesso a servizi di vario genere (dal meteo all’oroscopo), alle informazioni (sport, finanza, ecc.) e ai social network. Ciò che conta e che dovrebbe fare la differenza rispetto ai competitor non sono tanto i contenuti (le Yahoo Notizie ad esempio rimandano alle succinte note delle agenzie), ma il modo in cui sono organizzati.

Quale organizzazione? La parola-chiave per definire la strategia di Yahoo sembra essere “tenere d’occhio“. Leggiamo che dal sito si possono “tenere d’occhio” le attività su Facebook, le aste di eBay, le foto caricate su Flickr… insomma: l’obiettivo è quello di offrire una home page personalizzabile che permetta di “tenere d’occhio” le proprie molteplici attività online e le novità relative ai propri interessi.

Nel caso di Virgilio, il tentativo di offrire all’utente una chiave d’accesso ai suoi (ipotizzabili) molteplici account punta molto sulla tecnologia OpenID: un sistema che, con l’utilizzo di un solo username e di una sola password, permette di accedere a vari siti… a patto però che questi supportino la tecnologia OpenID.

La parabola di Virgilio meriterebbe una storia a parte: nasce nel 1996 come motore di ricerca e directory di siti aggiornata a mano; diventa un portale avanzato nel 1998, con email, chat e possibilità di pubblicare siti personali; dopo sette anni, nel 2005, passa ad Alice e si specializza nell’accesso a file multimediali di Telecom Italia; nel 2006 ci sono i significativi passi avanti in direzione dell'”user generated content” (caricamento di foto, blog, ecc.). Intanto si prepara il ritorno di Virgilio: abbiamo prima il “Virgilio powered by Alice” e, oggi, il brand di nuovo autonomo: “Virgilio, lo pensi lo fai” (Virgilio “powered by you” per la community).

La Home page di Virgilio è più affollata rispetto a quella di Yahoo e meno personalizzabile. Una barra di navigazione ai “link personali” (oltre che di default alla email, a Virgilio città e alla funzione “cerca nel Web”) si trova in basso, agganciata all’estremità della finestra del browser. Sempre orizzontale ma in alto, in una posizione classica, c’è il fitto menu in due righe (“amore”, “annunci”, “blog”, “case” eccetera), che ricorda quelli dei portali di vecchia generazione.

Considerando i due differenti modelli di rilancio e restyling per Yahoo e Virgilio, la domanda è: sono modelli di successo per portali del Web 2.0? Quali sono i punti forti e quali i punti deboli dei due modelli? Il 2010 darà elementi per le prime risposte.

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