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Google Goggles: impressioni di utilizzo

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Il lancio di un prodotto da parte di Google, generalmente, non passa mai inosservato in quanto ad originalità e innovazione. È toccato anche a Google Goggles, un’applicazione per dispositivi mobili che fonde funzioni avanzate di ricerca fotografica con visualizzazioni in realtà aumentata.

Ho sperimentato un po’ il prodotto sul mio G1, e devo dire che, nonostante punte alte e basse, la mia opinione generale è piacevolmente positiva. Ma partiamo con ordine, esaminando le funzionalità offerte.

  • Biglietti da visita: funziona egregiamente, a patto di scattare una foto ferma e nitida del biglietto. Vengono riconosciti nome, cognome e tutti i dettagli stampati, con la possibilità di aggiungere direttamente la persona tra i propri contatti;
  • Libri: una foto alla copertina per avere recensioni, prezzo online e altre informazioni che tornano utili prima o durante l’acquisto. Su una decina di testi provati, non ha sbagliato mai un colpo;
  • Barcode: ho provato con diversi prodotti, ma di nessuno di questi è stato riconosciuto il barcode. Forse l’archivio dove vengono ricercate le informazioni contiene esclusivamente quelli americani;
  • Monumenti e luoghi storici: sebbene abbia provato questa funzionalità con un soggetto facile, scattando una foto al Duomo di Milano in notturna, l’opera è stata riconosciuta e mi sono stati proposti una serie di risultati di ricerca attinenti, come la pagina di Wikipedia e altre informazioni varie;
  • Esercizi commerciali: una funzione molto utile, anche se l’averla usata in un luogo con molti negozi vicini tra loro l’ha resa di difficile utilizzo e non molto precisa. L’avere comunque a disposizione tutte le informazioni già presenti su Google Maps, come le recensioni e i consigli scritti dagli utenti, è una comodità davvero notevole.

Immagino che, com’è già successo con servizi analoghi, anche Goggles venga costantemente migliorato nel tempo, attingendo dall’esperienza d’uso degli utenti. Vedremo come saprà muoversi nel tempo Google con questo nuovo prodotto, un po’ “augmented reality browser”, un po’ estensione sempre più “mobile” dei metodi per cercare l’informazione.

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