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Opera cambia CEO, von Tetzchner lascia

Jon von Tetzchner lascia il ruolo di amministratore delegato Opera Software abbandonando così la guida del gruppo in un momento del tutto cruciale per il mercato dei browser. Il nuovo CEO sarà Lars Boilesen, il quale si presenta promettendo continuità

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Il 2010 inizia per Opera Software con una forte frattura rispetto al passato. Dopo anni di onorato servizio, infatti, l’amministratore delegato Jon von Tetzchner ha deciso di passare il testimone lasciando che il gruppo possa proseguire senza la sua guida. Si tratta di un avvicendamento senza dubbio importante, qualcosa destinato a segnare la storia del software in un momento peraltro estremamente delicato.

«La mia decisione di assumere un nuovo ruolo in Opera si basa su un lungo processo di valutazione. Come Chief Executive uscente, rimango fiducioso nella leadership del gruppo in mercati chiave, nel management, nel nostro sforzo verso l’innovazione e nella nostra robusta base finanziaria». Jon von Tetzchner, infatti, non esce del tutto da Opera, ma abbandona la poltrona per passare ad un semplice ruolo di consulenza, presumibilmente un passo intermedio per garantire la continuità strategica dell’azienda.

A Jon von Tetzchner succederà Lars Boilesen, precedentemente in gruppi quali Alcatel-Lucent, Tandberg Data e Lego. All’atto della successione Boilesen non ha fatto altro che confermare la propria intenzione di agire all’insegna della continuità con la gestione precedente, continuando a sviluppare i prodotti che hanno reso Opera un nome importante del settore.

L’avvicendamento, però, avviene in un momento cruciale nella storia del browser. Da una parte, infatti, Opera dovrà rispondere alla pressione che un nome quale Chrome ha portato nel settore comprimendo in modo particolare le opportunità dei browser minori quali Safari e Opera. Dall’altra, invece, Opera potrà mettere a frutto l’importante risultato conseguito grazie all’iniziativa legale che proprio Jon von Tetzchner ha guidato fino all’imposizione da parte dell’UE di un ballot screen che opera porterà sotto gli occhi degli utenti la piena possibilità di scelta tra il piccolo browser europeo ed il resto dei big del settore (IE, Firefox, Safari, Chrome).

Nessun commento giunge a tal proposito ma, dopo 15 anni di servizio alla guida del gruppo, i tempi del rimpasto non sembrano poter essere considerati come casuali. Il significato della circostanza sarà presumibilmente interpretabile soltanto in divenire.

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