Digital.it
QR code per la pagina originale
news_bf75e48d87857f91.png

Pedofilia, fermata una catena di scambio su eMule

La Polizia Postale di Bari ha fermato 10 persone che scambiavano immagini pedopornografiche su eMule mettendo a disposizione il proprio materiale ed ottenendo in cambio immagini provenienti da paesi dell'est. Le indagini iniziarono nel 2005

«Sono dieci le persone arrestate tra Puglia, Lombardia, Marche e Campania dalla polizia postale di Bari, che ha perquisito anche le residenze degli indagati sequestrando numeroso materiale»: il comunicato è della Polizia di Stato e descrive l’operazione con cui si è giunti al fermo di un gruppo di persone impegnate allo scambio sulla Rete di «immagini pedopornografiche che ritraevano bambini, anche di tre, quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi».

La Rete ha permesso agli organi di controllo di portare alla luce catene di scambio di immagini che, in questo caso, provenivano dai paesi dell’Est. «Dalle indagini, iniziate nel 2005, è risultato che le immagini pedopornogafiche venivano scambiate nella comunità informatica di E-mule nella quale non c’è un server centrale che gestisce e controlla le operazioni, ma ogni utente registra una cartella e condivide i file con altri utenti»: il sistema è sempre più in voga poichè permette una distribuzione facilitata ed un tracciamento reso più difficile dalla natura della tecnologia in uso. A nulla però è valsa la scelta di eMule: gli inquirenti sono riusciti a risalire agli IP degli utenti giungendo all’interruzione della catena ed al fermo dei responsabili.

«I provvedimenti restrittivi (sei in carcere, quattro ai domiciliari e un’interdizione all’uso del computer) sono stati eseguiti per il reato di perdopornografia informatica sotto la forma del commercio di file pedopornografici. [...] Lo stratagemma usato era quello di camuffare i file con estensioni “.rar”, generalmente usato per i dati compressi, per depistare le proprietà e il contenuto degli stessi». In questo caso sarebbe però improprio considerare la catena come un traffico basato su contenuti in compravendita. Gli inquirenti, infatti, avrebbero certificato l’esistenza di un vero e proprio mercato basato sullo scambio: «Per i file pedopornografici gli arrestati usavano barattare le foto con altre immagini fotografiche».

Secondo quanto specificato dall’ANSA, sei persone sarebbero ora in carcere, quattro agli arresti domiciliari e per uno è stata sentenziata l’immediata interdizione dall’uso del pc.

Se vuoi aggiornamenti su Pedofilia, fermata una catena di scambio su eMule inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Gabriella

    Pena di morte. Carcere a vita come minimo. Questi sono mostri e devono essere messi in condizione di non operare, altro che arresti domiciliari, come al solito qui in Italia l’impunità fa da padrona e tutto si sgonfia. Questi reati devono essere puniti esemplarmente, queste persone devono marcire in galera. Ma questi sono sogni in una società dove non esiste giustizia e l’indignazione è diventata merce rara.

  • Filomena

    Vorrei che anche a uno dei loro figli verrebbe esposto una foto del genere , per fargli provare anche a loro un dolore che prova un genitore di questi bimbi!! E per il bimbo stesso giustizia, perche oramai la sua vita verrá per sempre segnata.

  • http://timit peter

    vorrei che con i brillanti mezzi a disposizione delle autorità, si smettesse di perdere tempo e denaro su persone cadute per sbaglio in rete e si colpissero i reali autori materiali del fenomeno…che ricordo esiste da sempre, non impressionatevi se oggi la tecnologia ci tiene piu informati, questo non è un problema nuovo ma solo diverso da un tempo passato e diversamente va combattuto. ma senza creare mostri o nuove streghe del terzo millennio…è solo un vecchio triste fenomeno che oggi corre piu in fretta grazie a internet…meditate gente o popolo bue

  • http://www.privacy.com privacy

    secondo me a loro bisognerebbe tagliargli l’ uc….
    Non so se intendete, e non lascio questo commento in forma di battuta!!! Bisognerebbe farlo veramente!!!

  • Enzo R.

    Non ho capito il commento di Peter: posso solo condividere il fatto che Internet porta alla luce e amplia lo scenario di un terribile fenomeno che è sempre esistito. Le Autorità stanno perdendo tempo per perseguire “persone cadute per sbaglio”? Come e perché? Non so da dove possa nascere il pericolo di creare mostri del terzo millennio: a quanto pare ce ne sono a migliaia autentici e la lotta contro questa piaga è assai difficile. Un conto è isolare dei “viziosi”, ben altro quello di combattere soggetti mossi da pulsioni che nessuna terapia medica può eliminare. Nel frattempo, a quanto si sa, fiorisce il turismo del vizio in Paesi compiacenti. Su cosa deve meditare il “popolo bue”?