QR code per la pagina originale

Jared Lanier, contro il “collettivismo digitale” del Web 2.0

,

Appena uscito, fa già molto discutere il libro “You Are not a Gadget“, di Jaron Lanier. Si tratta, esplicitamente, di un manifesto contro le illusioni del collettivismo digitale e contro la retorica sulla creatività prodotta dalla “collaborazione di chiunque a qualunque cosa”.

Nella sua biografia si legge che Lanier ha coniato la locuzione “realtà virtuale”, o che perlomeno ne è stato il primo e più decisivo divulgatore. “Pensatore” e imprenditore delle nuove tecnologie, le sue attività spaziano dalla collaborazione con Wired agli studi su interfacce e applicazioni per integrare la scienza dei computer alla medicina, alla fisica e alle neuroscienze. “World wide mush”, ovvero “poltiglia world wide” è l’espressivo titolo di un articolo su “The Wall Street Journal”, col quale Lanier introduce i temi del suo libro.

Cosa significa “essere un gadget“? È la condizione di chi collabora gratuitamente a qualunque cosa, in un paesaggio dominato da un sostanziale appiattimento. Benché la retorica del “collettivismo digitale” annunci un’epoca di nuova creatività delle folle, secondo Lanier ci si allontana dalle reali condizioni richieste all’innovazione e alla creatività.

Svilupparsi come individui e guadagnare da ciò che si fa sembra sempre più difficile. Non si ha creatività quando tutti diventano tessere di un puzzle in cui, senza troppi sforzi, ciascuno può collaborare a qualunque cosa senza essere retribuito e restando anonimo.

Far parte di un team creativo, in competizione con altri team creativi, è cosa ben diversa dalla collaborazione collettiva indifferenziata e senza confini. Possono esserci creatività e innovazione dove ci sono feedback onesti e si cercano anche degli onesti guadagni per ciò che si produce: non dove ci si preoccupa di fare “mosse che piacciono alla folla (crowd-pleasing gambits)” cercando semplicemente una gloria temporanea.

Nel 2009 Laterza ha pubblicato postumo un saggio di Fabio Metitieri intitolato “Il grande inganno del Web 2.0” (recensito in questo post). Alcuni argomenti di Metitieri sono vicini a quelli di Lanier, ma ci sono anche differenze di prospettiva: il confronto tra i due può essere interessante.

Notizie su: