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Google, errore nell’invio di una newsletter

Un errore umano è a monte di un errore nell'invio di una newsletter Google che doveva notificare i risultati delle attività degli utenti sul servizio Local Business Center. La frittata è fatta, ma il gruppo si è scusato e ha promesso interventi risolutivi

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Anche Google sbaglia. Quando ci sono però in ballo informazioni sensibili, l’attenzione sull’errore si moltiplica. Così è successo nelle scorse ore in seguito ad un piccolo incidente avvenuto in occasione dell’invio di una newsletter la quale avrebbe dovuto notificare agli utenti iscritti il report delle proprie attività sul Google Business Local Center.

«Milioni di utenti eseguono ricerche su Google Maps ogni giorno. Creando una scheda gratuita della tua attività commerciale su Google Maps li aiuterai a trovarti più facilmente. Utilizza il Business Center di Google Maps per creare una scheda gratuita. Quando potenziali clienti eseguiranno ricerche su Google Maps per trovare informazioni su attività commerciali locali troveranno: l’indirizzo, l’orario di apertura e addirittura foto dell’ingresso o dei prodotti. È semplice, è gratuito e non richiede un sito web personale»: così il servizio è descritto sulla homepage italiana del Google Business Center di Google Maps. Il servizio di report permette all’utenza di conoscere il risultato della propria scheda, riuscendo così a tracciare la provenienza delle ricerche ed ottimizzando pertanto la propria attività online.

L’errore di Google è stato di inviare dati giusti a destinatari sbagliati. David Dalka, blogger esperto di online marketing, ha ad esempio spiegato di aver ricevuto informazioni relative ad un ristorante, del quale ha potuto conoscere numero di click, numero di visite al sito web tramite il servizio, numero di utenti che ne hanno impostata la meta tra le driving direction di Google Maps ed altro ancora. Nessuna informazione personale è andata perduta, ma i numeri di attività altrui sono finite nelle mani sbagliate e la dimensione esatta del problema non è data a sapersi.

Google ha immediatamente avanzato le proprie scuse per l’accaduto ed il gruppo ha promesso di voler intraprendere seri provvedimenti affinché un errore simile nelle procedure di composizione della newsletter non abbia a ripetersi. L’errore, infatti, sarebbe dovuto al fattore umano (di per sé non prevedibile, ma eliminabile mediante strumenti e procedure migliori). Per un gruppo che basa gran parte della propria grandezza sull’affidabilità e la consistenza dei propri servizi, il ripetersi di errori simili sarebbe infatti oltremodo deleterio: la fiducia è tutto, soprattutto se di mezzo c’è un business.

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