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Bing non conserverà gli IP degli utenti per più di sei mesi

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Bing sta tentando di tutto per dare uno smacco alla concorrenza. L’ultima mossa consiste nell’attenersi scrupolosamente alle nuove disposizioni della Commissione Europea riguardo la privacy.

A dichiararlo è stato il vice presidente di Microsfot John Vassallo, il quale ha garantito che gli IP registrati da Bing nel momento in cui gli utenti inseriscono una query di ricerca non verranno conservati per più di sei mesi.

Tale scelta combacia alla perfezione con l’articolo 29 della Commissione Europea, dove viene raccomandato di non mantenere registrati i dati dei naviganti per un periodo superiore alle sei mensilità. Da questo di punto di vista solo Yahoo sta facendo meglio, non superando il tetto dei tre mesi, mentre Google, il principale concorrente di Bing, resta fermo a quota nove mesi.

Nonostante a prima vista possa sembrare una importante novità da sfoderare contro la concorrenza, a conti fatti l’adeguamento alle normative Europee lascia il tempo che trova, almeno dal punto di vista del mercato. Agli utenti poco importa delle questioni relative alla privacy, focalizzando invece l’attenzione su aspetti ben più pratici. Il primo ad accorgersene è l’analista di mercato Hadley Reynolds, che sottolinea:

Non credo che questo “patto” sia vantaggioso per Microsoft in termini di concorrenza. Il successo di un motore di ricerca, infatti, è basato sul riscontro positivo degli utenti sull’efficienza delle query immesse, e non su quanto tempo i loro dati rimangono archiviati

Di certo non si può dar torto all’analista. A questo punto ci si chiede: cosa deve fare Microsoft per far sì che il suo Bing possa almeno impensierire Google?

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