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123456 rimane la password più usata

Nonostante gli avvisi, gli allarmi, gli attacchi e gli strumenti di prevenzione, troppi utenti ancora usano password eccessivamente semplici quali "123456", "qwerty"o "111111". Così facendo ci si espone a gravi rischi, ma in troppi non badano al problema

Se negli anni ’90 la password più usata sul Web era “12345″, all’alba della seconda decade del millennio i passi avanti in tal senso sono stati pochi e la password più frequente oggi sarebbe “123456″. I vecchi vizi non spariscono mai, quindi, ma il tutto si trova ora a dover fare i conti con un maggior numero di rischi, peraltro di portata maggiore.

A ricordare il problema è il New York Times riprendendo una analisi Imperva, secondo cui l’uso di password deboli è una sorta di “bug” del genere umano. Più semplicemente, si nutre maggior preoccupazione nella possibilità di dimenticare una password che non nella possibilità di vedersela sottratta a scopi maligni. La realtà dice invece altrimenti: gli strumenti per il recupero delle password sono oggi rapidi ed efficienti, mentre è aumentata considerevolmente la quantità delle truffe e dei malware che fanno leva proprio sul reperimento delle passoword per il raggiungimento dei loro fini.

Imperva ha stilato una vera e propria classifica delle password più utilizzate, ed il ranking è oggi guidato da “123456“, seguito da “12345” e “123456789“. In quarta posizione compare “password”, in quinta “iloveyou” ed in sesta “princess”. “1234567″ è ottava, “12345678″ è nona. La top ten si completa con “abc123″. Poca fantasia e un po’ romanticismo, insomma, sembrano essere gli ingredienti che portano all’identificazione di una password che l’utenza considera (erroneamente) allo stesso tempo sicura e di facile memorizzazione.

La classifica continua con alcuni nomi: nicole (11), daniel (12), jessica (15), michel (17), ashley (18) ed altri ancora. In 19esima piazza compare “654321″, in 23esima “111111″. In 20esima posizione la sempreverde “qwerty”. In tutto gli utenti che utilizzano password logicamente semplici (numeriche, alfanumeriche con pulsanti adiacenti, parole comuni) sarebbero almeno il 50% del totale.

L’analisi Imperva si è basata su 32 milioni di password grazie ai dati forniti dalla RockYou, gruppo che sviluppa applicazioni per social network quali Facebook e MySpace. Oggi sono sempre di più i servizi che vietano l’uso di password troppo semplici poiché l’uso di una protezione troppo debole diventa un problema che va oltre il solo utente. Tramite eBay, infatti, potrebbero essere effettuate operazioni fasulle, così come tramite servizi di banking online, così ancora tramite caselle di posta elettronica che potrebbero facilmente diventare motori di spam (durante lo scorso mese di Ottobre, ad esempio, venne registrato un attacco di massa che colpì proprio tutti coloro i quali avevano come password la famigerata “123456″ ed i cui account di posta furono facilmente aggirati prima dell’intervento dall’alto di Gmail, Hotmail e Yahoo Mail).

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  • Jepessen

    Io uso sempre un bel trucchetto per password robuste, che con me ha sempre funzionato.

    Prendo un verso di una canzone, o di una poesia, che conosco a memoria, tipo “quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due”.

    Poi prendo le varie iniziali, ed ottengo “qgifpscrdd”.

    Infine, metto un carattere speciale (tipo #) all’inizio ed alla fine, e magari anche fra una riga e l’altra della canzone. Ottengo quindi

    “#qgifpscrdd#”

    Facile da ricordare, e molto robusta. Inoltre, dopo che l’avrete usata qualche volta, l’imparerete bene e la scriverete direttamente.

  • Sbalky

    Semplice e Jeniale, thanx.
    ;-)

  • andrea

    ma é sorprendente, é la stessa combinazione della mia valigia!

  • Michele

    io Uso un sistema tutto mio che non sto’ a spiegare per ovvi motivi dove genero password sicure che vanno con un minimo di 14 a un massimo di 27 caratteri che comprendono lettere numeri e simboli facili da ricordare.
    Consiglio a tutti di trovarvi un vostro sistema per ricordarvi le password da voi inventate e inoltre costruitevi Password almeno di dodici caratteri minimo comprensivi numeri lettere e simboli

  • uno

    usate Keepass. É free open e disponibile x tutte le piattaforme. É anche in versione portable da non installare…

  • seb

    @andrea
    ahahahahaahahahahahahahahaha spaceballs!!!

  • http://www.piccolosocrate.com/blog PiccoloSocrate

    a quando, invece, l’implementanzione dell’impronta del pollicione?