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Il mondo dei fansub: “non danneggiamo le aziende di distribuzione”

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Giorni fa parlavamo delle comunità che in Italia e nel mondo mettono a disposizione gratuitamente le versioni sottotitolate di numerosi Anime giapponesi. Abbiamo deciso di conoscere meglio queste realtà e queste pratiche di condivisione, rivolgendo qualche domanda a Kemmotar, del gruppo MT Fansub,

Webnews: Che lavoro svolge esattamente MT Fansub e qual’è il tuo ruolo al suo interno?
Kemmotar: La parola “fansub” significa semplicemente l’attività di produzione amatoriale di sottotitoli di serie televisive, film, ecc. MT, come molti altri gruppi in Italia, sottotitola in italiano anime e j-drama (telefilm) giapponesi per poi renderli disponibili al pubblico nostrano. Ho evidenziato che sono sottotitoli in italiano perché nel mondo esistono tantissimi gruppi che fanno sottotitoli in inglese. Io, all’interno del gruppo, ricopro il ruolo di amministratore del sito e di capo gruppo. Sono ruoli che ricopro solo da prima dell’estate ’09, dopo che il fondatore, Ogiad, ha dovuto farsi da parte per i sempre maggiori impegni lavorativi.

Domanda scomoda, ma d’obbligo: quanto è legale il vostro servizio?

Domanda più che giusta. Quello che facciamo non è totalmente legale e su questo argomento si è discusso già molte volte, sempre con pareri contrastanti. E davvero un campo minato visto che sulle serie che noi sottotitoliamo vige il copyright internazionale dei relativi produttori, che potenzialmente potrebbero far valere i propri diritti rivalendosi su di noi. Il nostro scopo principale è quello di portare parte dell’espressione culturale giapponese in Italia e, di conseguenza, di creare un movimento di emancipazione che contrasti l’idea radicata che associa i cartoni giapponesi alla violenza e che li considera solo cose da bambini. Noi non abbiamo nessuna intenzione di creare danni economici ai produttori o distributori nostrani e proprio per questo motivo esiste un tacito accordo che accomuna la maggior parte dei gruppi di fansub italiani: una volta che una serie viene acquistata per la distribuzione nel territorio italiano bisogna subito eliminarla dai propri archivi. Diciamo che prepariamo un terreno fertile, anche se molti non la pensano in questo modo.

Da quante persone è composto il vostro gruppo e che tipo di lavoro svolgono?

Il nostro gruppo è composto da poco più di 15 persone, anche se quelli davvero attivi sono meno di 10. Il numero non è elevato, esistono gruppi con molte più persone e anche noi in passato avevamo più gente. I lavori che vengono svolti sono vari, proprio perché la produzione di una puntata sottotitolata consta di vari passaggi. Ci sono quindi quelli che si occupano di fare il “timing”, cioè di sincronizzare i sottotitoli con il parlato. Ci sono i traduttori che, o dal giapponese (per chi lo sa) o più spesso dai sottotitoli inglesi, si occupano di fare la traduzione italiano dei dialoghi. Ci sono poi i “typesetters” (o “stylers”) che si occupano di applicare degli stili grafici ai sottotitoli, quindi particolari font, colori, ecc., e di collocare scritte di traduzione sui cartelli, insegne, ecc. che compaiono nel video e che si è deciso di tradurre. Ci sono poi i “checker” che non fanno altro che controllare la correttezza del lavoro svolto dalle persone che l’hanno preceduto nella catena di montaggio (soprattutto errori di battitura). Ultimi ruoli sono quelli del “karaoker” e dell'”encoder”: i primi sono quelli che fanno i karaoke delle sigle, applicandoci gli effetti visivi più fantasiosi, mentre i secondi sono quelli che uniscono i sottotitoli prodotti con i video, in modo da poter distribuire un file unico agli utenti.

Ricevete compensi?

Come detto in più di una occasione, quello che facciamo è un hobby. L’unico compenso che riceviamo sono i ringraziamenti delle persone (più che graditi ovviamente).

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