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26 anni di Mac

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Il 24 gennaio del 1984, 26 anni fa, nasceva il primogenito della linea Macintosh: il Macintosh 128k. Un computer rivoluzionario per quei tempi: dalle dimensioni contenute, con una interfaccia grafica mai utilizzata prima e, non ultimo, alla portata del consumatore medio.

La nascita del Macintosh ha davvero cambiato la percezione del computer fra le persone. L’informatica, infatti, prima di questa macchina è rimasta relegata ad una nicchia di utenti facoltosi ed esperti in lunghe righe di codice. Macintosh 128k ha reso il computer un prodotto di largo consumo, accessibile a tutti e facile da utilizzare, con cui ci si poteva addirittura divertire. In altre parole, “The computer for the rest of us”, così come recitava il famoso spot televisivo.

Da allora di strada ne è stata fatta parecchia, passando sia per grandi successi che per il rischio di fallimento di Apple stessa. Dalla fine degli anni ’80 fino ai ’90 inoltrati, il sempre crescente monopolio di Windows ha avuto la meglio sull’innovazione Apple. Il successo del primo Macintosh e del seguente Macintosh II, infatti, non è stato seguito da altrettanti risultati delle linee successive, come ad esempio i Performa. La rinascita è avvenuta alla fine degli anni ’90, grazie all’introduzione sul mercato delle linee iBook Clamshell: questi portatili sono diventati il simbolo del design e della funzionalità e, in breve tempo, hanno conquistato il mercato. E sempre di quel periodo è il boom delle linee Powerbook, eMac e del futuro leader di settore iMac.

Dai coloratissimi iBook ai giorni nostri il passo è breve. Complici l’innovativo sistema operativo Mac OS X e i record di vendita degli iBook G4, la linea Macintosh si è pian piano composta di tutti gli elementi che conosciamo oggi: MacBook, Macbook Pro, Mac Mini, iMac, Mac Pro. Il tutto, passando anche per una transizione di architettura, da PPC a Intel, che si è rivelata praticamente indolore per l’utente.

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