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Apple, il traino è nella produzione Mac

La trimestrale Apple descrive un gruppo in grande salute, con gli iPhone a crescere senza stupire, ma con la linea Macintosh in ottimo momento di forma. Scende il ritmo di vendita degli iPod, ma ormai tutte le attenzioni sono rivolte al 27 Gennaio

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Sul trimestre Apple v’erano grandi attese. Non solo le prospettive sui risultati del gruppo erano buone, ma è in avvicinamento anche l’appuntamento del 27 Gennaio con il quale l’azienda attirerà su di sé le attenzioni di mezzo mondo: degli azionisti, degli editori, dei competitor, tutti in attesa di capire come e se il prodotto che Steve Jobs ha già definito come la sua creatura migliore sarà in grado di scatenare l’ennesima rivoluzione.

L’attesa è sfociata in conferme: il trimestre Apple si è chiuso con un profitto netto di 3.38 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2.26 dell’anno precedente (+50%), ed entrate che passano da 11.88 a 15.68 miliardi (+32%). Sono questi numeri di grande significato, qualcosa con cui Apple può ora vantare una corretta conduzione dei tagli e degli investimenti anche in tempo di crisi (erano in molti pronti a scommettere sulla caduta del gruppo con l’affievolirsi della domanda). Le azioni del gruppo erano cresciute di oltre il 2% nelle trattative di ieri al Nasdaq, mentre nell’after-hour, a contrattazioni concluse, la quotazione è lievitata di un ulteriore 1%. AAPL è ora a quota 212 dollari, il che significa una crescita del 152% nell’arco di un anno solare.

Gli iPhone distribuiti nel trimestre di riferimento sono stati 8.7 milioni in tutto il mondo, quasi il doppio rispetto ai 4.4 dello stesso periodo dell’anno fiscale precedente. Sebbene l’aumento sia vorticoso, il numero degli iPhone è rimasto leggermente al di sotto rispetto alle previsioni, il tutto probabilmente in virtù di una crescente competizione nella quale Google sta facendo la propria parte per ritagliarsi un pezzo del mercato che proprio l’iPhone ha inventato.

A trainare il bilancio Apple è, ancora una volta, la linea Macintosh. Le vendite sono infatti aumentate del 33% giungendo a 3.4 milioni di esemplari messi in circolazione. In rallentamento ulteriore e ormai cronico, invece, il ritmo di distribuzione degli iPod: la prima grande svolta della nuova era di Apple è giunta ormai da tempo nella fase calante del proprio ciclo di vita e, sebbene le vendite abbiano superato le stime degli analisti, i numeri rimangono in costante discesa con un ulteriore 8% lasciato sul campo nell’ultimo anno (brilla, nello specifico dei lettori MP3, la performance di mercato dell’iPod Touch: +55%).

Per il prossimo trimestre il gruppo prevede entrate per 11 miliardi di dollari. Ma non è questo che attira le attenzioni di analisti e investitori: il 27 Gennaio il gruppo si prepara a presentare il proprio nuovo prodotto delle meraviglie, qualcosa di cui si discute ormai senza soluzione di continuità da mesi, un device che è destinato ad ereditare il posto che fu dell’iPod prima e dell’iPhone poi: il valore di Apple è nell’innovazione, e la nuova grande scommessa sarà sui tablet. Il tutto partendo da una certezza: il forziere di Cupertino ha oggi in cassa qualcosa come 40 miliardi di dollari “cash”.

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