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Google Voice aggira l’App Store e arriva sull’iPhone

Google ha sviluppato una versione web-based di Google Voice tale per cui, anche se Apple si ostina a non approvare l'applicazione sull'App Store, gli utenti iPhone potranno avervi accesso tramite browser e grazie alle opportunità dell'HTML5

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Il braccio di ferro tra Apple e Google in merito a Google Voice sembra essere arrivato ad un definitivo fronte di rottura. L’applicazione Google è stata respinta dall’App Store di Cupertino, ed è così che gli sviluppatori di Mountain View hanno pensato di aggirare ogni limite proponendo una versione che sappia fare a meno dell’App Store per entrare tra i servizi a disposizione degli utenti.

La soluzione è web-based. Quello che doveva essere una applicazione, insomma, sarà invece un normale servizio online, accessibile in mobilità, così che Google Voice possa essere accessibile da qualsivoglia utente iPhone semplicemente tramite browser. Basterà quindi inserire l’indirizzo specifico tra i propri preferiti (google.com/voice/m) e di qui si potrà gestire la propria casella Google Voice cogliendo appieno le opportunità che Google voleva inizialmente portare agli utenti tramite normale applicazione. La soluzione è più meccanica, non certo ottimale, ma è questo un modo sbrigativo ed efficace per affrontare faccia a faccia le regole che Apple ha apposto sulla strada per Mountain View.

Il sito è sviluppato con HTML5, richiede il login tramite Google Account ed offre quasi tutte le funzionalità dell’applicazione originaria. Essendo sviluppato in HTML5 è peraltro perfettamente consultabile con Safari e può ben adattarsi anche all’uso su Palm Pre. Con una sola importante limitazione: il sito, a differenza dell’applicazione, non è strettamente plasmabile sul telefono e per questo motivo, ad esempio, non è possibile ricollegare i contatti telefonici in uso portandoli direttamente sulla casella Google Voice. Si avranno pertanto a disposizione due differenti rubriche dei contatti, il che potrebbe alla lunga risultare scomodo (a danno, come sempre in questi casi, soprattutto dell’utenza, impossibilitata a cogliere facilmente le opportunità a disposizione a portata di polpastrelli). Nulla di traumatico, ovviamente, se i problemi sono raffrontati alle opportunità ricavabili: voicemail trascritta, SMS gratuiti, chiamate gratuite negli States ed altro ancora.

Google Voice è al centro della diatriba che ha portato Google e Apple alla frattura definitiva nei rapporti reciproci, che in precedenza vedevano addirittura alcuni membri in concomitanza tra i due board (Eric Schmidt in primis). In seguito al respingimento dell’applicazione da parte di Apple, la FCC è scesa in campo per capire come e se all’interno di questi screzi fosse identificabile una qualche forma di abuso da parte dell’una o dell’altra parte. Ora Google sembra voler forzare comunque la situazione in virtù dell’accesissima rivalità tra le parti per il controllo del mercato mobile. La nascita della versione web-based di Google Voice è un semplice riscontro ricollegato alle frizioni in atto tra le parti (destinato ad estendersi presto anche nell’aurea appendice dell’advertising mobile).

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