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Miro: la TV democratica e peer to peer

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Una delle novità tecniche degli ultimi tempi sembra essere la fusione fra lo streaming e il P2P. Abbiamo parlato, nei giorni scorsi, delle innovazioni in casa µTorrent e della nascita di Stream Torrent. A conti fatti, però, non si tratta di nulla di nuovo: altri progetti offrono gli stessi servizi da molto più tempo.

Uno di questi software è il celebratissimo Miro. Sponsorizzato sia da Mozilla che da The Pirate Bay, nasce come evoluzione del progetto Democracy Player. Rilasciato con la liberissima licenza GPL, promuove contemporaneamente lo spirito della condivisione dei media, con quello hacker del software libero e open source.

Gli obiettivi possono essere letti direttamente sul sito:

La nostra missione è portare la democrazia sulla televisione come è già per tutto ciò che c’è online. Quando sempre più gente utilizzerà Miro, verrà mandato un importante segnale a tutti i produttori di video: standard aperti, interoperabilità e decentralizzazione.

Nella pratica, si tratta di un player video che non solo permette di guardare in HD lo streaming più vario, ma integra anche BitTorrent, permettendo, fra le altre cose, di scaricare i filmati per poterli rivedere anche in modalità non connessa.

Inoltre, include un servizio RSS che dà la possibilità di restare aggiornati su tutte le novità delle nostre emittenti preferite. E per chi non si accontenta, risulta anche relativamente semplice creare il proprio personale canale video.

L’interazione di tre tecnologie vincenti, come RSS, BitTorrent e lo streaming, unito alla compatibilità con molti dei sistemi già in uso, quali Youtube, dei formati video esistenti e allo studio di una grafica accattivante e intuitiva, fanno di Miro una delle realtà più promettenti della rete. Una realtà totalmente rivolta alla condivisione del sapere.

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