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Power I: l’icona per la privacy online

Una piccola "i" in campo blu, una piccola icona dal grande significato: se adottata estesamente, rappresenterà il riferimento standard per gli utenti che intendono sapere come e perchè il loro comportamento online abbia determinato la pubblicità proposta

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Anche la privacy online avrà un proprio simbolo. L’icona ha uno scopo, un significato ed una connotazione ben precisi: la privacy online è un aspetto importante e l’utenza deve poter avere in ogni momento il controllo del proprio rapporto con gli inserzionisti. L’icona nasce con questo obiettivo: trasparenza. Nasce con questo significato: essere il riferimento univoco in grado di creare una posizione forte. Nasce con questa connotazione: un suggerimento che ambisce a diventare uno standard.

Una “i” minuscola in campo blu, con un cerchio attorno che in qualche modo sembra richiamare la simbologia dell’email “@”. L’icona, battezzata “Power I” è stata presentata da Jules Polonetsky, co-presidente e diretto del Future of Privacy Forum, gruppo che assieme a molti altri avrebbe collaborato alla redazione del progetto. Le idee erano molte e varie, ma alla fine l’icona con la piccola “i” ha avuto la meglio su altri simboli ed altre metodologie pensate per richiamare l’attenzione dell’utente contestualmente agli spazi pubblicitari basati su informazioni relative all’utenza, alle sue abitudini di navigazione, alle sue propensioni di scelta ed altro ancora: tutto ciò che è behavioural targeting, insomma.

«Diventerà come il simbolo del riciclaggio»: uno standard del mercato, un’icona che comunica immediatamente all’utente una informazione e mette a disposizione ogni approfondimento che si possa rendere necessario per offrire la massima trasparenza.

Power I: anche la privacy ha la sua icona

Power I: anche la privacy ha la sua icona

“Power I” non sarà in alcun modo imposta al mercato. Quel che gli autori del progetto auspicano, però, è che una estesa adozione trasformi l’abitudine in uno standard de facto, qualcosa in assenza del quale l’utente possa nutrire dubbi. Al progetto hanno partecipato WPP, Ogilvy ed altri nomi importanti nel mondo dell’advertising: gli autori hanno testato le varie proposte su un corposo panel di utenti, ricavandone la miglior soluzione per offrire la maggior trasparenza al minor “costo” a livello di attenzione. L’icona, infatti, sembra sufficientemente semplice per essere concepita da chiunque e cliccata da quanti intendono approfondire la questione. Il click abilita a questo tipo di processo.

Secondo quanto raccolto dal New York Times, molti grandi gruppi adotteranno l’icona della privacy già entro i prossimi 2 mesi. E sebbene nessuno si attenda che la cosa risolva ogni problema, l’icona sembra rappresentare un importante passo avanti nella direzione di una maggior trasparenza e di un rapporto differente tra i maggiori canali dell’advertising online e l’utenza. Nessuna legge sul behavioural targeting, infatti, sembra poter portare avanti la questione al di fuori della teoria: una piccola icona è invece un passo sul terreno dell’informazione, rendendo concretamente trasparente tutto quel che concerne la gestione dei dati degli utenti tracciati.

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