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Anche negli Stati Uniti arriva l’Hadopi?

Un panel organizzato nel contesto di State of the Net 2010 avrebbe affrontato l'argomento Hadopi: per la prima volta la politica dei "tre strike" viene discussa negli Stati Uniti ed a quanto pare RIAA, IFPI ed MPAA starebbero lavorando per farla approvare

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Anche negli Stati Uniti sta per arrivare l’Hadopi? L’ipotesi è quella di Alex Curtis, il quale non fa altro che riportare per Publick Knowledge quanto sta accadendo in occasione dell’evento State of the Net 2010. L’ultimo importante panel, infatti, è stato organizzato attorno al titolo “Copyright Strikes: When Has a Pirate Graduated to Internet Exile?“. Insomma: può la disconnessione essere un deterrente da utilizzarsi per combattere la pirateria?

È questa la prima volta che la politica dei “tre strike” viene associata agli States. Ma si è trattato di un panel organizzato con alti esponenti, tra i quali Shira Perlmutter, Global Legal Policy della International Federation of the Phonographic Industry (IFPI). Non solo: in sala sarebbero stati presenti esponenti della RIAA e della MPAA, i quali secondo Curtis avrebbero evitato il palcoscenico per non alzare troppo la temperatura attorno ad una questione destinata a diventare spinosa.

L’ipotesi dei tre strike è nata in Francia sotto forti pressioni da parte del presidente Sarkozy. L’ipotesi medesima è ora in discussione in vari paesi, mentre in Francia stanno per essere espletate le ultime formalità legate ai ricorsi avanzati contro la norma. Una volta chiuso il procedimento, la norma prevede l’istituzione di una apposita commissione (la cosiddetta “Hadopi”) la quale dovrà identificare e segnalare i pirati alla magistratura, da cui giungeranno infine le condanne.

Negli States si è al momento in una fase assolutamente preliminare, ma dopo lunghi anni di battaglie legali tra major e privati cittadini potrebbe essere questa l’occasione per rilanciare un’offensiva contro la pirateria. Si tratterebbe di uno scontro peraltro edulcorato, che evita il faccia a faccia e mette associazioni quali MPAA e RIAA al riparo dagli strali degli utenti.

Il panel è partito dall’esperienza sulla tre strike vissuta dal Regno Unito (con la testimonianza del parlamentare John Robertson) ed ha affrontato con certo dettaglio i possibili problemi che la norma potrebbe determinare. Tra le varie questioni approfondite, ad esempio, i possibili problemi derivanti dal taglio della connessione e della possibile incidenza sui diritti dell’utente (se ad esempio si taglia la connessione ad un utente che si serve con il VoIP, si preclude anche la possibilità di chiamare al 911 in caso di emergenza) o sulla possibilità di filtrare il traffico voce ed il traffico dati così da frenare chirurgicamente quest’ultimo senza occludere il primo. La chiusura della connessione, infatti, è considerata una misura più efficace rispetto alla minaccia dell’azione legale, e per questo motivo maggiormente utile al raggiungimento del fine ultimo dell’abbassamento della pirateria online.

Secondo TorrentFreak è chiaro, a questo punto, come la lobby dei grandi produttori intenda portare la “tre strike” a diventare una sorta di standard internazionale che trasforma la rete in un Panopticon al fine di ostacolare il perpetrarsi della pirateria. L’IFPI è stata di recente molto trasparente in merito: «Il Digital Music Report mostra anche come la pirateria digitale abbia inevitabilmente causato un cambiamento di clima intorno ad un’industria che da sempre ha fatto della creatività un elemento fondamentale. Risulta quindi evidente che siano necessari interventi legislativi in grado di frenare il P2P e le altre forme di pirateria digitale e in questo senso la collaborazione con gli ISP Provider risulta fondamentale».

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