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Quattro ingredienti della pozione di Steve Jobs

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In molti si sono chiesti come Steve Jobs sappia, ogni volta, riuscire a fare di una presentazione un evento. Mistero: le teorie sono molte, il tocco magico è innegabile e l’iPad ne è l’ennesima dimostrazione. Dietro il mistero, però, ci sono tecniche e strategie estremamente avanzate. In questo post non si intende avanzare una analisi semiotica, ma soltanto far notare alcuni dettagli che, ai più, sono sicuramente sfuggiti. Non ai pubblicitari, non a chi dell’iPad interessa più l’immagine che non la tecnologia.

Sono queste immagini prelevate dal video ufficiale di presentazione dell’iPad, un video che può essere visionabile in alta definizione direttamente dal sito Apple:

Un primo dettaglio, decisamente curioso, giunge dalle primissime immagini della demo:

Si guardi, in questa immagine, tutto fuorché l’iPad. Apple ha reso famosa la propria impronta portando i propri device in campo bianco, attorniati da uno sfondo etereo che permette all’attenzione di posarsi completamente sull’oggetto. Non in questo caso. Qui c’è altro, e sono cose che parlano. Ci sono degli oggetti, e lo sfondo è un tavolo bianco. L’iPad è contestualizzato in un ambiente apparentemente casalingo, con della frutta attorno. E non è frutta a caso. Ci sono due pere in un piatto a sinistra. Ci sono due arance in un bicchiere a destra. E c’è una “mela”, in un tablet, in centro.

La seconda immagine è particolare, poiché è un raro caso in cui il device è ambientato in un ambiente scuro. Anche qui non sembra un caso. Si tratta di uno stratagemma adottato per una ambientazione particolare, che Apple usa in due contesti specifici: per i videogiochi e per la visualizzazione di film. Sullo sfondo i dettagli di una fruizione “da divano”, con una sorta di tv/console in mano. Con la luce soffusa di una serata passata all’insegna del divertimento.

La terza immagine è una allusione chiara. Sullo sfondo, infatti, compare in questo caso una libreria in legno. Si intravedono dei piani, si intravedono dei libri. A vederli è la coda dell’occhio, per cui non ci si presta attenzione diretta, ma il messaggio entra in testa comunque: l’ambiente ancora una volta è quello casalingo, una casa in cui c’è una libreria in legno. La libreria in legno ed i libri allineati compariranno pochi istanti dopo sull’iPad sotto forma di iBook, l’applicazione per l’acquisto di ebook che Apple ha previsto specificatamente per il proprio device.

La quarta immagine è l’ennesima analogia che Apple porta sullo sfondo delle immagini. Il “tablet” in primo piano, il “table” sullo sfondo. Entrambi con uno spessore surreale e con superficie lucida, entrambi con l’impressione di estrema robustezza, equilibrio e linearità del design.

Chi pensa che sia un caso, evidentemente sbaglia. Chi pensa sia magia, non sta guardando la cosa con la giusta prospettiva. Chi pensa si esaurisca tutto qui, evidentemente sopravvaluta queste 4 semplicistiche segnalazioni. Nella pozione magica di Steve Jobs c’è molto, molto di più. Ma questi ingredienti sono da annotare. Chissà che non li usasse anche Panoramix.

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